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Italia in finale ai mondiali, ma non di calcio: di programmazione. Tre connazionali coinvolti

Italia in finale ai mondiali, ma non di calcio: di programmazione. Tre connazionali coinvolti

Storica ammissione alla finale dei mondiali di programmazione. Federico, Francesco e Filippo all’ultimo scontro con algoritmi e codici per portare all

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Storica ammissione alla finale dei mondiali di programmazione. Federico, Francesco e Filippo all’ultimo scontro con algoritmi e codici per portare all’italia una vittoria che sarebbe storica.

Avete presente quella squadra di una nazione povera che arriva ai mondiali e festeggia questo fatto come se li avesse vinti, mentre noi lo vediamo come un qualcosa di assolutamente naturale? Questo è il tipo di straordinarietà che comporta la qualificazione di tre italiani per la finale dei mondiali di programmazione. Infatti per quarant’anni i migliori programmatori italiani hanno tentato senza riuscirci di essere ammessi alla finale del Collegiate Programming Contest.

E finalmente nel 2017 tre ragazzi della Normale di Pisa si sono potuti scontrare a colpi di Algoritmi con i migliori programmatori del mondo. Al campionato mondiale di programmazione hanno partecipato settemila squadre dalle migliori università sul pianeta. E in finale i matematici della Normale sono Federico Glaudo, Francesco Milizia, Filippo Baroni. Tutti e tre allenati da Giovanni Paolini che li ha seguiti per tutto il campionato. E che li tiene per cinque ore al giorno impegnati con allenamenti che devono alternare alle normali ore di studio dell’università.

Voleranno in Cina ad Aprile per disputare l’ultima gara per cui tutte le loro energie sono al momento impegnate. Gli allenamenti consistono nel cercare su internet problemi di programmazione sempre più complicati e cercare di risolverli nel minor tempo possibile.

Il loro sogno sarebbe quello di poter fare i ricercatori a tempo pieno per una qualche grande università. All’estero, possibilmente. Questo perchè per ora, a quanto dicono, in Italia non ci sono le condizioni, per quanto siano molto affezionati al loro Paese.  

Ma per ora conta solo pensare alla gara di Aprile. E non importa “uscire ai gironi” e perdere la finale. Per citare De Coubertin, l’importante è partecipare e dopo quarant’anni di tentativi vani questa è già una grande vittoria.

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

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