Tempo di lettura: 2 Minuti

Il Liceo Visconti ha fatto la figura del razzista

Il Liceo Visconti ha fatto la figura del razzista

Il Liceo Visconti è stato definito razzista e classista. Il rapporto di autovalutazione ha lasciato di stucco anche la ministra Fedeli. #FacceCaso. I

Professore vs alunno qual è la verità al Pacinotti?
A scuola con TreeLLLe!
Centro di ricerca Cutgana: le fiamme danneggiano l’area protetta

Il Liceo Visconti è stato definito razzista e classista. Il rapporto di autovalutazione ha lasciato di stucco anche la ministra Fedeli. #FacceCaso.

Il Liceo Visconti ha fatto parlare di sé. L’8 febbraio, il liceo classico (uno dei più famosi della capitale) ha compilato un rapporto di autovalutazione piuttosto originale.

“Le famiglie che scelgono il liceo sono di estrazione medio-alta borghese, per lo più residenti in centro, ma anche provenienti da quartieri diversi, richiamati dalla fama del liceo. Tutti, tranne un paio, sono di nazionalità italiana e nessuno è diversamente abile. Tutto ciò favorisce il processo di apprendimento”.

In poche parole gli immigrati e i diversamente abili costituiscono rallentano la didattica? E poi in una scuola pubblica cosa c’entra l’estrazione sociale delle famiglie?

Come potrai immaginare il Liceo Visconti è stato definito razzista e classista. Il rapporto di autovalutazione ha lasciato di stucco anche la ministra Fedeli, che ha commentato.

“Non posso che stigmatizzare il linguaggio utilizzato da alcune istituzioni scolastiche, e riportato dalla stampa nella compilazione del rapporto di autovalutazione (rav). Quando, nella sezione dedicata al contesto in cui opera la scuola, si inseriscono, alla voce ‘Opportunità’, frasi che descrivono come un vantaggio l’assenza di stranieri o di studenti provenienti da zone svantaggiate o di condizione socio-economica e culturale non elevata,si travisa completamente il ruolo della scuola”. 

Come se non bastasse la ministra Fedeli è andata su tutte le furie ed ha provveduto a far controllare gli altri rapporti di autovalutazione delle scuole.

“Alcune frasi appaiono particolarmente gravi, persino classiste. Non sono assolutamente tollerabili e prenderemo provvedimenti specifici a seguito dei dovuti approfondimenti. Il rav rientra peraltro fra gli strumenti di valutazione delle scuole e dei dirigenti scolastici. Terremo conto anche di questi elementi”.

Ovviamente la dirigente scolastica del Visconti non è rimasta con le mani in mano e ha subito replicato in merito alle accuse shock uscite su Repubblica.

Gentile Direttore,

leggo con profondo sconcerto e dispiacere l’articolo apparso su La Repubblica di oggi a firma Corrado Zunino titolato “Qui niente poveri né disabili” Le pubblicità classiste dei licei.

Fin dal titolo, ma ancor più nel corpo dell’articolo, in particolare del Liceo E.Q. Visconti, viene dipinta un’immagine di scuola classista in cui ci si fa vanto di politiche di esclusione.

Voglio ribadire quanto ho già tentato di spiegare per telefono ieri sera al dr. Zunino: il documento cui si riferisce il pezzo è un rapporto di autovalutazione richiesto alle scuole dal Ministero, che è una mera rilevazione di dati contesto e non contiene alcun giudizio di merito o di valore. Tanto meno è una pagina pubblicitaria.

Ribadisco altresì che il Liceo E.Q. Visconti è per principio e tradizione una scuola democratica, antifascista e interclassista, in cui vengono accolti ragazzi provenienti dalle più diversificate zone di Roma e provincia e in cui ciascun credo politico, religioso e, in generale, culturale, ha trovato e trova spazio e accoglienza.

Le innumerevoli iniziative tese al confronto e alla partecipazione cui, con molto impegno e fatica siamo lieti di dare vita ogni giorno e che vedono i nostri studenti come protagonisti e destinatari, sono la testimonianza più autentica che nella nostra scuola non esiste alcun disegno di esclusione o di selezione sociale, in obbedienza ai valori costituzionali che tenacemente difendiamo.

Spiace quindi profondamente, che tanto lavoro possa vedersi squalificato e rinnegato da un articolo così aggressivamente fuorviante nel tono e nell’uso dei termini e che per questo non credo renda un buon servizio al suo Giornale, ai suoi Lettori e alla Scuola pubblica.

Invio questa mia nella certezza che verrà pubblicata nell’interesse degli studenti e della scuola.

Clara Rech

Episodi come questo fanno emergere seri dubbi sulla funzione educativa della scuola. L’istruzione non dovrebbe insegnare il rispetto nei confronti del prossimo? Dove sono finiti i valori dell’integrazione e dell’uguaglianza?

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0