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Intesa scuola, aumentano gli stipendi e i fondi per la ricerca

Intesa scuola, aumentano gli stipendi e i fondi per la ricerca

Aumento degli stipendi, assunzioni e ricerca sono solo alcuni dei punti dell'Intesa firmata dal ministro Bussetti e dal Governo per una buona scuola.

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Aumento degli stipendi, assunzioni e ricerca sono solo alcuni dei punti dell’Intesa firmata dal ministro Bussetti e dal Governo per una buona scuola.

“In data 23 aprile 2019, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il presidente del Consiglio dei ministri prof. Giuseppe Conte, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca prof. Marco Bussetti e il Sottosegretario Salvatore Giuliano hanno incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali rappresentative per il comparto Istruzione e ricerca. (…) La partecipazione, sempre responsabile e attenta, di questi lavoratori al buon funzionamento delle istituzioni per il futuro del Paese deve essere valorizzata: il prossimo rinnovo contrattuale sarà strumento fondamentale per traguardare questo obiettivo”.

Inizia così il documento firmato da Bussetti e dai sindacati, la famosa “Intesa” sulla scuola; un patto che prevede modifiche importanti a stipendi, precariato e ricerca.

Ma andiamo nel dettaglio:

Stipendi: “Il Governo si impegna a garantire il recupero graduale nel triennio del potere di acquisto delle retribuzioni dei lavoratori del comparto Istruzione e ricerca. Il Governo (si impegna) ad avviare un percorso che permetta un graduale avvicinamento alla media dei livelli salariali di altri Paesi europei, si impegna a reperire ulteriori risorse finanziare da destinare specificatamente al personale scolastico, in occasione della legge di bilancio per il 2020”.

Precariato e Stabilità: “(…) indispensabile apporto dei lavoratori a tempo determinato. A questi lavoratori deve essere riconosciuta la professionalità acquisita, grazia alla quale è stato possibile assicurare la funzionalità del sistema dell’istruzione e della ricerca anche nel lungo periodo di blocco del turn-over. Pertanto, il Governo garantirà con cadenza regolare l’indizione dei concorsi per il personale docente. (…) Il Governo si impegna altresì a prevedere percorsi abilitanti e selettivi riservati al personale docente che abbia una pregressa esperienza di servizio pari ad almeno 36 mesi finalizzati all’immissione in ruolo”.

Università e ricerca: “Per l’Università, il Governo si impegna a incrementare il reclutamento del personale che svolge attività di ricerca e di didattica. Il Governo si impegna altresì a completare in tempi brevi le procedure di statizzazione degli istituti musicali pareggiati e delle accademie di belle arti non statali”.

C’è da credere che se l’impegno verrà seguito dai fatti, tra poco tirerà una bella arietta fresca da queste parti. Ma come sempre, il se è d’obbligo.

Qui il testo completo.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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