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La scuola cambia, la buona scuola non del tutto

La scuola cambia, la buona scuola non del tutto

Presentato in Parlamento dal ministro Bussetti il piano per i prossimi cinque anni del Miur. La buona scuola subirà modifiche, ma non stravolgimenti.

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Presentato in Parlamento dal ministro Bussetti il piano per i prossimi cinque anni del Miur. La buona scuola subirà modifiche, ma non stravolgimenti.

Sono tanti gli spunti da raccogliere nel discorso di Bussetti sulla sua idea di riformare la scuola, ma un presupposto è importante. La Buona Scuola, riforma attuata dai precedenti governi del Pd, non sarà rasa al suolo come preventivato da alcuni, ma revisionata al massimo in certi aspetti, e migliorata.
Ruolo degli insegnanti, innovazioni digitali, diritto di tutti all’istruzione e strutture adeguate. Sembrano questi i capisaldi su cui potrebbe muoversi il Miur nei prossimi cinque anni a guida Bussetti.

Di fronte alle commissioni Cultura di Camera e Senato il “piano quinquiennale” è stato così svelato. “Le riforme recenti si sono susseguite a un ritmo tale che la nuova si affaccerebbe quando ancora non è stata completata la precedente. Più che una rivoluzione, serve un riallineamento”. Emblematiche queste parole che sintetizzano la volontà, come anticipato, di non stravolgere la riforma della buona scuola.

Tema importante sarà quello di garantire maggiore sicurezza nelle scuole, dopo i numerosi casi di bullismo e aggressioni subite dai docenti.

La figura di quest’ultimo deve tornare al centro del progetto, con il rispetto che merita.

“Per questo stiamo vedendo se c’è la possibilità che il Miur si costituisca parte civile nei procedimenti penali che hanno per protagonisti gli studenti o i loro familiari contro gli insegnanti”.
L’edilizia scolastica è un altro annuncio, che speriamo non finisca nel vuoto. L’idea è sfruttare finanziamenti nazionali e comunitari per intervenire con un piano pluriennale. Che sia ammodernamento, ricostruzione o ristrutturazione, si rafforzerebbe e concretizzerebbe la linea pensata anche dal governo Renzi. Il rischio sismico è poi sempre tenuto d’occhio.
Visti i dati emersi recentemente sul divario nell’istruzione tra Nord-Sud, classi agiate e meno agiati, la promozione della scuola accessibile a tutti sarà un altro cardine.

L’alternanza scuola-lavoro è un altro tema delicato, perché seppur innovativo richiede di essere rivisto e “potenziato”. Qui si è parlato quindi di farlo rivivere come opportunità e non obbligo, che abbia una reale utilità.
Piccolo capitolo università. Si è parlato anche di queste ultime con alcuni obbiettivi: ampliamento dell’esenzione dal pagamento delle tasse d’iscrizione, semplificazione delle procedure amministrative per erogare le borse, aumento delle risorse destinate alle università e ai centri di ricerca.

Inoltre rafforzamento nei rapporti con le aziende, un mix di iniziative che rendano in primis maggiormente accessibile l’università a tutti. Poi che la stessa produca lavoro.

#FacceCaso

Di Umberto Scifoni

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