Cina: arriva la Banca del voto

Cina: arriva la Banca del voto

Prestiti e restituzioni nella scuola di Nachino. E se vi dicessero che esiste una banca del voto? E se poi fosse anche possibile prenderne in prestito

Facebook rientra nel mercato cinese, con censura
I have a trip: il coraggio di lasciare tutto e partire. L’intervista di FacceCaso
AliBaba vola in Italia per trovare giovani talenti

Prestiti e restituzioni nella scuola di Nachino.

E se vi dicessero che esiste una banca del voto? E se poi fosse anche possibile prenderne in prestito quanti ne bastano per passare un esame?
Ci credereste?
Ebbene, questo è quello che sta accadendo agli studenti di Nachino, Cina. Ad aprire le danze di questa prima fase pilota è la storica Nanjing No. 1 High School, già immersa nella piena sperimentazione del nuovo sistema.

Un sistema semplice ed efficace: lo studente può prendere temporaneamente in prestito i voti necessari a colmare l’insufficienza o ad aumentare il punteggio di una prestazione, successivamente però dovrà restituire “l’anticipo” sotto forma di votazioni più alte o di attività extracurricolari.

In una cultura come quella cinese dove l’esito di un esame può determinare il futuro di un ragazzo, dove “pressione” e “ansia da prestazione” sono parole all’ordine del giorno nell’ambito accademico, la nuova banca del voto sembra risolvere parte del problema:
“Lo scopo degli esami è quello di valutare gli studenti, correggerne gli errori e portarli a migliorare negli studi, non quello di rendere le cose difficili, punirli o distruggerne l’entusiasmo – ha affermato Huang Kan, direttore della scuola di Nachino- La differenza di apprendimento tra chi ottiene il punteggio di 59 rispetto a chi ottiene 60 non è grande, ma l’impatto psicologico sugli studenti è enorme”.
Ad oggi quasi un quarto degli studenti coinvolti nella sperimentazione hanno usufruito del beneficio di poter prendere voti in prestito ma i numeri sembrano già in netto aumento.

Di Laura Messedaglia

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0