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1500 scuole senza una guida: reggenti al posto dei presidi e lo Stato risparmia

In pratica si tratta di avere un preside per più istituti. Il caso record è di 18 plessi scolastici. Una follia. #FacceCaso. Quest'anno le scuole senz

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In pratica si tratta di avere un preside per più istituti. Il caso record è di 18 plessi scolastici. Una follia. #FacceCaso.

Quest’anno le scuole senza un preside sono circa 1.500. La Capitale ne conta ben 90. Nelle scuole dove manca il dirigente, l’ufficio scolastico regionale ha pensato bene di mettere in piedi un sistema di reggenze: verrà nominato un preside che dovrà dividersi letteralmente in quattro per controllare più istituti. Il record di plessi presieduti, questa volta lo detiene il super dirigente Glauco Berrettoni con a carico ben 18 scuole in sette comuni diversi. Lo so, sembra impossibile.. ma dal 1 Settembre, il preside guida l’istituto superiore “Caboto”, con sede a Chiavari e a Santa Margherita Ligure, la scuola in carcere e i corsi serali. Come se non bastasse gli è stato assegnato anche l’istituto comprensivo “Valli e Carasco” che conta da solo, la bellezza di tredici plessi distanti parecchi chilometri.

“Le reggenze sono una follia. – Osserva Mario Rusconi, vice preside dell’associazione nazionale presidi – Da anni diciamo che vanno eliminate ma per fare ciò ci sono due condizioni: da una parte vanno fatti i concorsi bloccati ogni anno dal Mef che ritiene in questo modo di risparmiare soldi. Un preside per reggenza prende circa 700 euro lordi al mese ovvero novemila euro l’anno. Un dirigente ha uno stipendio che si aggira attorno ai 50-60 mola euro l’anno. È chiaro che lo Stato per ogni preside reggente risparmia più di 25 milza euro lordi l’anno, considerato che ogni titolare ha più reggenze”.

Fino a ieri centinaia di scuole non conoscevano il nome del loro preside. Pur di dare un dirigente ad alcuni istituti, in Abruzzo e Campania sono state ripescate persone che avevano perso l’ultimo concorso. Roba da matti. Per ottenere poi cosa? Un incarico mal retribuito e per certi versi addirittura oneroso: i reggenti non hanno nemmeno il diritto al rimborso delle spese di viaggio per spostarsi da una sede all’altra. “È chiaro – conclude Rusconi – che serve un concorso al più presto. L’ultimo è stato fatto nel 2012. Da allora solo annunci”. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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