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Baruffa, la nostalgia dell’adolescenza e la punto blu

Baruffa, la nostalgia dell’adolescenza e la punto blu

Abbiamo fatto due chiacchiere con i Baruffa, in merito al loro terzo singolo Rovigo, e il corrispettivo video che ci mostra i dilemmi di una giovane c

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Abbiamo fatto due chiacchiere con i Baruffa, in merito al loro terzo singolo Rovigo, e il corrispettivo video che ci mostra i dilemmi di una giovane coppia a bordo di una classica punto blu, il tutto arricchito da una colorazione del video molto vintage anni 90.

I Baruffa sono una band nata al tavolino di un bar e dopo anni di lavori per l’album ora sono pronti a farlo sentire a tutta la penisola, anticipando l’uscita del disco con il singolo Rovigo (di cui abbiamo parlato qui).

Baruffa, un nome dal significato completamente opposto all’ indole che dimostrate dalle canzoni, da cosa viene la scelta?
Non sapevamo che nome darci. Fortunatamente ci ha salvato il bar in cui ci trovavamo quando il progetto stava nascendo, il Bar Uffa a Rovigo. Poi, oltre a questo significato simbolico, c’è quello che hai detto tu: il contrasto tra il nome e quello che scriviamo e siamo.

Ci raccontate un momento chiave di questi tre anni di lavoro in studio?
Probabilmente quando mi sono accorto che sono stonato.
Scherzi a parte, tre anni fa abbiamo iniziato a mettere in discussione molte cose del nostro modo di scrivere e di suonare, e questo ci è servito a trovare una via. Spesso, scrivendo canzoni in cucina, siamo arrivati quasi ad odiarci. Quando metti davvero te stesso in una canzone e l’altro ti dice “Non mi piace” la tentazione è quella di mandarlo a quel paese. Per noi è stato fondamentale lavorare in gruppo.

Come mai avete scelto proprio il singolo Rovigo per presentare l’album?
Perché è una canzone in cui raccontiamo un momento che praticamente tutti hanno vissuto, quello delle superiori e della fine dell’adolescenza in genere. In più è un periodo che abbiamo amato e amiamo particolarmente, che ci piace sempre ricordare. Questo è quello che ci hanno detto di dire.
La realtà è che siamo dei gran paraculo e vogliamo ingraziarci la città.

La canzone ha dei chiari riferimenti agli anni 90, è la maschera di una velata nostalgia di quegli anni?
Guarda, in realtà i riferimenti agli anni ’90 sono abbastanza casuali, anche perché noi siamo stati adolescenti negli anni 2000. Uno dei riferimenti principali, secondo noi, è la Punto blu, ma quando la guidavo io aveva già più di dieci anni. Detto questo, sicuramente con la testa siamo ancora al liceo, non vogliamo accettare di essere adulti.

Il primo album sta uscendo 3 anni dopo la nascita della band, ma le prime idee di questo disco quando sono nate?
Le primissime idee risalgono proprio a tre anni fa. Poi le abbiamo buttate, riciclate, modificate e ricominciate da capo.

Potete anticiparci qualche curiosità o particolarità del disco?
Vi raccontiamo del prossimo singolo, che uscirà tra circa un mese. Parla di un
personaggio molto particolare della bassa padovana, di nome Sandro. Noi vogliamo
farlo conoscere a tutti, lui meno è al centro dell’attenzione meglio sta. Quando ha
saputo che gli abbiamo dedicato una canzone ha detto, serio, “queste cose non si
fanno ragazzi, è poco rispettoso”.

Dove vi porterà il tour che seguirà l’ uscita dell’album?
Non lo sappiamo ancora, stiamo valutando le possibili tappe insieme a Matilde
dischi. Ci piacerebbe suonare ovunque, davvero, in ogni posto dove ci sia anche
solo una persona che vuole cantare con noi.

#FacceCaso

Di Dario Argenziano

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