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Archeologi in smart working scoprono insediamenti Romani in Britannia!

Archeologi in smart working scoprono insediamenti Romani in Britannia!

Lavorando da casa, su immagini di rilevamenti aerei, un gruppo di archeologi inglesi ha scoperto nuovi insediamenti dei Romani. Grazie al Covid-19 è

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Lavorando da casa, su immagini di rilevamenti aerei, un gruppo di archeologi inglesi ha scoperto nuovi insediamenti dei Romani.

Grazie al Covid-19 è nato l’archeo-smart-working. Da leggere un po’ in italiano e un po’ in inglese. Pur con gli scavi chiusi per via della pandemia, infatti, il lavoro di molti archeologi nel mondo non si è fermato. E anche in modalità lavoro da casa ha dato ottimi frutti. In Inghilterra, un gruppo di ricercatori ha scoperto nuovi insediamenti, risalenti al tempo dei Romani, analizzando al computer delle immagini di rilevamenti aerei fatti con il Lidar. Un particolare laser in grado di scandagliare anche oltre la coltre di vegetazione più fitta e fornire una precisa morfologia del terreno.

Il team di studiosi, circa duemila, è formato in gran parte da volontari coordinati dell’università dell’Essex. E la loro scoperta ha dell’incredibile non solo per come è stata fatta. Dal loro lavoro, infatti, sono emersi dati che rimodulano totalmente alcuni elementi considerati ormai assodati sull’epoca della dominazione romana in Britannia.

L’area setacciata corrisponde a centinaia di migliaia di ettari. Si tratta di una vasta regione sud est della Gran Bretagna, tra il Devon e la Cornovaglia. Ed è stata tutta riprodotta fedelmente in 3D, come difficilmente si sarebbe potuto fare da terra. In essa la squadra di ricerca ha rinvenuto decine di tracce relative a forti, fattorie, insediamenti, strade e molti altri segreti di un’epoca compresa tra il 300 avanti Cristo e il 300 dopo Cristo. Chris Smart, uno degli autori della scoperta, ha dichiarato al Times: “Si può ben pensare, a questo punto, che all’epoca ci fosse molta più popolazione di quanto immaginato. La Britannia romana secondo noi aveva 4 milioni di abitanti. Ma dopo queste ultime scoperte grazie all’analisi di immagini, con il 10-15% di insediamenti inediti in più, è chiaro che la stima della popolazione cresca in proporzione“.

Per ora non è stata ancora resa nota l’esatta ubicazione dei luoghi scoperti. Il timore è che possano essere presi d’assalto da malintenzionati, predatori e trafficanti di antichità. Appena sarà possibile tornare sul campo, gli archeologi si recheranno sul posto per studiare da vicino i reperti. E in futuro saranno potranno magari essere aperti anche al turismo.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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