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Mulan, tutti ti boicottano: ma cosa sta succedendo giovany?

Mulan, tutti ti boicottano: ma cosa sta succedendo giovany?

#BoycottMulan e #BanMulan sono gli hashtag più frequenti al momento, i quali accusano la Disney di immoralità e schieramento contro i diritti umani, m

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#BoycottMulan e #BanMulan sono gli hashtag più frequenti al momento, i quali accusano la Disney di immoralità e schieramento contro i diritti umani, ma cosa sta succedendo?

L’omonimo remake del film d’animazione del 1998 “Mulan” è uscito recentemente in tutte le sale cinematografiche mondiali, riprendendo l’originale leggenda cinese di Hua Mulan.

La principessa guerriera, interpretata da Liu Yifei, è sempre stata, per antonomasia, la rivendicatrice dei diritti umani e delle donne ma adesso, a causa di fattori indipendenti dalla reale storia, si trova in una posizione abbastanza complessa.

Consapevoli delle recenti proteste ad Hong Kong per ottenere l’indipendenza dalla Cina, le quali ormai si protraggono dal 15 marzo 2019, e consapevoli della loro conseguente repressione da parte delle forze dell’ordine, con la carcerazione immediata dei protestanti ed attivisti, l’attrice Liu Yifei ha pubblicato recentemente un post in cui ha sostenuto con convinzione la polizia che tenta di riportare l’auspicato ordine, sotto richiesta del presidente Xi Jinping.

Ma la posizione ideologica della donna è passata in secondo luogo nel momento in cui, dopo l’uscita del film, ci si è accorti che nei titoli di coda vengono ringraziate le autorità della regione dello Xinjiang, nella quale vi sono dei campi di detenzione in cui vengono rinchiusi gli Uiguri, ovvero un’etnia turco fona di religione islamica.

Nonostante siano venute fuori delle clip che mostrano le deportazioni, ottenute attraverso delle indagini di agenti segreti occidentali ed anche la pubblica condanna degli Stati Uniti, che hanno minacciato lo stato stesso, i rappresentanti del Paese continuano a negare i fatti affermando che “le persone nella regione vivono una vita felice”, come detto dall’ambasciatore cinese durante l’intervista della BBC.

Lo stesso attivista della protesta Joshua Wong, ha chiesto il boicottaggio del film poiché risulta sostenitore dei campi, nei quali i diritti umani ogni giorno vengono dimenticati.

Non è che tutto questo possa riportarci alla memoria degli eventi passati?

Ma allora perché la Disney si schiera a favore? Sarà una mossa pubblicitaria?

Di certo è una mossa di marketing che punta al mercato cinematografico cinese, lo stesso che sta per surclassare quello, finora indiscusso, americano.

Ma non starà forse rischiando in questo modo la propria reputazione?

#FacceCaso

Di Alessia Sarrica

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