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La crisi dei fuori sede: oltre l’80% del loro budget va negli affitti

La crisi dei fuori sede: oltre l’80% del loro budget va negli affitti

I fondi scarseggiano e le difficoltà non sono poche eppure la maggior parte dei soldi serve per un tetto sopra la testa. Cgil, Sunia e Udu lanciano un

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I fondi scarseggiano e le difficoltà non sono poche eppure la maggior parte dei soldi serve per un tetto sopra la testa. Cgil, Sunia e Udu lanciano un vademecum per sopravvivere.

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Siccome in Italia uno dei problemi più pressanti è la redistribuzione delle risorse, era inevitabile che questo virus sociale non arrivasse a colpire anche gli studenti universitari. Nell’occhio del ciclone, ci sono gli studenti fuori sede: sono oltre 600mila e, stando a quanto riferisce uno studio condotto dall’Ufficio Politiche abitative della Cgil nazionale, spendono l’80% del loro budget per l’affitto di una casa. Proprio per questo motivo, Cgil, Sunia e Udu hanno diffuso un vademecum per sopravvivere: una rassegna densa di consigli e riferimenti normativi per provare a lenire il peso dei costi più pesanti.

Ok dai, cerchiamo di non guardare sempre agli altri… No, è impossibile. Anche perchè il sistema di diritto allo studio universitario italiano garantisce ad appena il 2% dei ragazzi delle agevolazioni sulle abitazioni, mentre in Germania e Francia è garantito al 10% e in Svezia e Danimarca addirittura al 20%.
La cosa che probabilmente non è chiara, è che uno studente fuori sede non deve fronteggiarsi esclusivamente con i costi di un’abitazione. Calcolando che rispetto allo scorso anno le rette degli Atenei sono cresciute del 5%, che la Tassa Regionale per il Diritto allo Studio (che nel Lazio ad esempio ad oggi è di 140Euro contro i 118 del 2011/2012) va pagata e che trasporti, cibo, libri, materiale didattico sicuramente non vengono regalati diciamo che le difficoltà non sono poche. L’ISTAT ha fatto sapere che le spese essenziali dei ragazzi fuori sede incidono sul 23,8% del bilancio familiare, mica bruscolini.
Boh, forse l’emblema della crisi di Università e Scuole è racchiusa semplicemente in un’imposta: “Tassa” per il “Diritto allo Studio”. Leggila bene, la contraddizione appare evidente: devi pagare per far valere uno dei tuoi diritti fondamentali, quello alla formazione, #FacceCaso.

Di _Riccardo Zianna_

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