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Gaspard Njock: FacceCaso intervista l’autore e disegnatore del nuovo Graphic Novel “Aldo Manuzio”.

Abbiamo fatto due chiacchiere con Andrea Aprile e Gaspard Njock, autori del graphic novel edito da Tunuè dal sapore antico e moderno, dovuto al parall

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Abbiamo fatto due chiacchiere con Andrea Aprile e Gaspard Njock, autori del graphic novel edito da Tunuè dal sapore antico e moderno, dovuto al parallelismo di due epoche lontane ma pur sempre complementari nel corso della storia, raccontate attraverso le variegate sfumature degli acquerelli.

Di Valeria Santarelli

Immaginiamo di trovarci in una biblioteca e di poter scegliere tra migliaia di libri da sfogliare, le cui pagine sono state accuratamente posizionate una dopo l’altra secondo un filo logico narrativo, con il fine di catturare il lettore e poi restituirlo al mondo con una storia e delle conoscenze in più. Generose opportunità che migliaia di libri, grazie ai loro formati e caratteri diversi, ci offrono. E ora immaginiamo di trovare nella stessa biblioteca un libro che racconta la storia di colui che ci ha permesso di avere tra le mani questi stessi libri facilmente trasportabili da un luogo ad un altro, eliminando i vincoli che i tomi pesanti hanno procurato fino agli anni 1400-1500. Stiamo parlando del più grande tipografo di tutti i tempi “Aldo Manuzio”, la cui storia viene narrata nel Graphic Novel edito da Tunuè, pensato e creato dagli autori Andrea Aprile e Gaspard Njock. Un libro che ci proietta nella vita dell’illustre umanista, Aldo Manuzio, attraverso cui i due autori vogliono mostrare in maniera tanto originale quanto insolita, il contributo che ha dato questo personaggio al mondo della cultura. Aldo Manuzio è stato un maestro umanista, tipografo, editore, innovatore del carattere tipografico corsivo e inventore del piccolo formato tascabile in-ottavo che ha avuto un posto di primo piano nella storia dell’umanità e nell’evoluzione delle lettere e della filosofia. Un illustre personaggio, che rese il libro accessibile anche ai meno abbienti, poiché è stato il fondatore del libro popolare che ha dato inizio a una vera comunicazione di massa. Quest’opera, ora nelle librerie, è caratterizzata da una narrazione in chiave moderna grazie all’inserimento di due piani temporali paralleli: la vicenda biografica dell’editore e umanista, che si intreccia con quella di due giovani, Luigi e Caterina. Questi ultimi due si conoscono a Venezia, e ripercorrendo le stesse strade di Aldo, raccontano le vicende personali che l’hanno reso il più grande tipografo di tutti i tempi.

…Se si maneggiassero più libri che armi, non si vedrebbero tante stragi, tanti misfatti e tante brutture…

Aldo Manuzio

-Aldo Manuzio è stato uno dei più grandi tipografi, eppure per molti il suo nome appare ancora nuovo. Da dove nasce l’idea di raccontare la storia di una figura, paradossalmente, così poco conosciuta tra le nostre generazioni ma che, allo stesso tempo, è stata fondamentale per lo sviluppo e la crescita culturale dell’intera umanità?

Diciamo che è un’idea nata da un’opportunità che si è presentata non molto tempo fa. Sono stato invitato alla presentazione organizzata da uno storico su Aldo Manuzio, e da subito mi sono appassionato a questo personaggio. Decido così di iniziare a partecipare a varie conferenze, e parlando con diverse persone di questa figura così importante, mi sono reso conto che siamo veramente pochi ad essere a conoscenza di questo personaggio che ha rivoluzionato il mondo della cultura attraverso l’editoria. Così ho iniziato ad approfondire i miei studi sul personaggio e ho iniziato a lavorarci su, è stato più forte di me! Dovevo raccontare la sua storia, perché meritava di essere raccontata e conosciuta.

-A differenza dell’epoca rinascimentale in cui viveva il nostro protagonista Aldo Manuzio, ai giorni d’oggi sono diversi i modi con cui si può raccontare una storia. Perché avete deciso di farlo attraverso il graphic novel, e quindi adottando la tecnica del fumetto?

Dopo aver deciso di divulgare la storia, ho pensato al modo più naturale e spontaneo per raccontarla, e l’ho fatto attraverso il fumetto, con i miei acquerelli. Inoltre con l’inserimento del fumetto io e Andrea Aprile abbiamo pensato di abbracciare più fasce di età, compresa quella dei più giovani.

-Ho letto il vostro libro e sono rimasta sorpresa dalla scelta di accostare a una figura storica come quella di Aldo Manuzio, la storia di due personaggi pensati e creati in un contesto sociale odierno generando, tuttavia, due piani paralleli che percorrono due epoche temporali ben diverse. Perché avete scelto di intraprendere questa strada?

Questa idea è nata dalla necessità di creare un ponte tra passato e presente. Ci tenevo a raccontare la storia di Aldo Manuzio in maniera insolita, come non era mai stato fatto fino ad ora. Non volevo ritrovarmi a fare la classica biografia ma volevo che il nostro Graphic Novel fosse frutto di una sinergia tra passato e presente. L’obiettivo che mi sono posto sin dall’inizio è stato quello di guidare dolcemente il lettore verso un personaggio cosi forte e rivoluzionario, che ha lasciato al mondo un contributo fondamentale per lo sviluppo dell’editoria e la progressiva diffusione della cultura.

-Dovendo consigliare in poche righe il Graphic Novel “Aldo Manuzio”, cosa diresti?

Con molta franchezza, lo consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono accostarsi alla storia di un personaggio storico così importante, che ci ha permesso di avere tra le mani i libri nel piccolo formato tascabile in ottavo, comodamente trasportabili da un luogo ad un altro.

-Sei un disegnatore e nello specifico in questo libro, sei nelle vesti di fumettista. Questo di “Aldo Manuzio” è il tuo primo graphic novel?

Si, questo è in assoluto il mio primo graphic novel ma anche la mia prima storia. Quando avevo cominciato da poco a lavorare come disegnatore, mi occupavo solo di illustrazioni per piccoli giornali, per disegni pubblicitari… insomma il classico lavoro di un’artista freelance.

-Quello del disegnatore può essere considerato un lavoro per pochi e un hobby per molti. Tu oltre ad insegnare il linguaggio del fumetto ai ragazzi delle scuole elementari e medie, lavori anche come illustratore e storyboard artist. Puoi quindi dire di aver raggiunto la meta a cui tutti aspirano: fare di una passione un vero e proprio lavoro?

Si, in parte penso di aver raggiunto un bel traguardo poiché coltivo giorno dopo giorno la mia passione per il disegno e forse proprio questo mi permette di svolgere un lavoro in cui posso fare uso della mia principale forma di espressione: il fumetto. Ma ci tengo a precisare, che fare i fumetti per me non significa soltanto aver raggiunto un obiettivo di tipo lavorativo e nemmeno essermi limitato a una pratica puramente edonistica. Disegnare è per me uno stile di vita, come lo è raccontare storie grazie all’utilizzo di acquerelli. È il modo attraverso cui vorrei trovare risposte alle domande che il mondo mi pone davanti ogni giorno, per poi essere in grado di proporre sempre nuove idee.

-Con i tuoi acquarelli dai vita a tratti, linee, colori, sfumature: come nasce un personaggio e come riesci a dargli forma su carta bianca?

Per me la nascita di un personaggio è una sorta di rituale: inizia con una vera e propria ricerca dei caratteri e finisce con una dettagliata rappresentazione, su carta bianca, del soggetto preso in esame. Si può definire come un tentativo di entrare in confidenza con il personaggio stesso, poiché quest’ultimo pur non essendo presente fisicamente diviene frutto di un lavoro tra immaginazione e vena artistica.

-Puoi dirci se hai in programma altre storie da raccontare?

Beh si, detto tra noi ho già in programma altri graphic novel. La sete di trasmettere qualcosa attraverso la mia passione per il disegno è tanta. Ho in mente una storia da proporre agli editori, ma vedremo se andrà a buon fine. In ogni caso sarete tra i primi a saperlo!

Di Valeria Santarelli

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