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Molestie sessuali a scuola, arrestato insegnante di musica

L'uomo era recidivo: l'ultima vittima, una bambina di undici anni. Di Lorenzo Santucci Genova. Sergio Morana, un maestro di musica di una scuola media

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L’uomo era recidivo: l’ultima vittima, una bambina di undici anni.

Di Lorenzo Santucci

Genova. Sergio Morana, un maestro di musica di una scuola media, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina di 11 anni. Come ogni giorno, suona la campanella della ricreazione e gli studenti escono dalle loro classi per concedersi quei pochi minuti di svago tra una lezione e l’altra. Ma un’alunna si attarda nell’uscire e rimane sola nella classe con il professor Morana. Avvicinatosi, il professore la inizia a palpeggiare e lei, di soli 11 anni, esce traumatizzata dall’aula. Avviene un cambiamento radicale nella bambina. Stranamente, quando c’è lezione di musica, non è invogliata (per usare un eufemismo) ad andare a scuola, ha paura. Alle amiche aveva confidato il grave incidente, alla famiglia no. Interrogata dai genitori su cosa le stava accadendo, però, cede. Ed è lì che scatta la denuncia nei confronti del sessantenne insegnante di musica. Ciò che inquieta ancor di più è il fatto che non è solo la famiglia della ragazzina a rivolgersi alle forze dell’ordine bensì anche altre che hanno ricevuto lo stesso “trattamento”. Infatti, vengono a galla dei fatti osceni ed inquietanti.

Lui è recidivo: in altri due casi, rispettivamente negli anni ’90 e nel 2003, ci sono stati dei casi di abusi nei confronti di alcune ragazze. Incontri extra scolastici, balletti non del tutto convenzionali ed amichevoli durante i quali le adolescenti venivano fotografate ed il professore faceva riferimenti espliciti all’organo genitale femminile. Tutto questo faceva parte del professore. Ma perchè tutti questi casi non sono stati denunciati? Ovviamente, da parte delle ragazze c’era paura e le famiglie non sono state aiutate a dovere. Un vecchio preside del docente, ad esempio, ha messo a tacere queste notizie a dir poco scomode consigliandogli di prendersi un lungo periodo di congedo. Doveva scapparci l’ennesima molestia per far scattare l’indagine ed arrestare il professore il quale, dal canto suo, si difende e si dice pronto a difendersi. Non è la prima volta che un luogo sicuro, come può e deve essere la scuola, sia teatro di atti simili.

Abbandonando per un attimo la parte di cronaca, è giusto ricordare come le mele marce all’interno della società sono anche troppe, ma quando vengono tirati in mezzo adolescenti, che hanno tutto il diritto di crescere in maniera sana affrontando gradualmente tutte le loro esperienze, oltre a destare molto più scalpore, fa anche parecchia rabbia. Ci chiediamo come possano tutte queste ragazze, ma anche chi gli sta accanto come parenti ed amici, continuare a credere nell’istituzione scolastica, basata non soltanto sulla mera educazione nozionistica ma anche educativa. Ma è lecito farlo.

Di Lorenzo Santucci

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