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Sei un musicista? Me lo dicono le tue onde cerebrali

Esperimento dell’università Milano-Bicocca, corteccia prefrontale e stimoli esterni. Di Alice Nieri Leggendo le onde cerebrali si capisce chi suona un

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Esperimento dell’università Milano-Bicocca, corteccia prefrontale e stimoli esterni.

Di Alice Nieri

Leggendo le onde cerebrali si capisce chi suona uno strumento musicale e quale. Lo rivela uno studio condotto dall’università Milano-Bicocca, condotto da Alice Mado Proverbio, docente di Neuroscienze cognitive, insieme a Andrea Orlandi, dottorando in psicologia. La ricerca ha coinvolto dieci musicisti diplomati al Conservatorio di Milano e dieci studenti universitari che non suonano nessuno strumento. Ai partecipanti, isolati in una cabina schermata acusticamente, sono stati mostrati 180 video in cui venivano suonate una o due note. E’ stato visto, come a seconda dell’esperienza da musicista o meno della persona, cambia il livello dell’attività cerebrale.

Sottoposti a uno stimolo, i neuroni comunicano tra loro producendo un piccolo segnale bioelettrico, rilevabile sull’area della corteccia prefrontale. Infatti secondo i ricercatori, il cervello di un musicista è diverso da quello di una persona che non ha mai suonato: solitamente si comincia a studiare uno strumento musicale fin da piccoli, abituando così il cervello ad ascoltare quel determinato suono. Quando uno di quegli studenti universitari ascoltava il suono in quella cabina, la loro corteccia prefrontale doveva impegnarsi moltissimo per individuare lo strumento; mentre questo non avveniva con un musicista, che riconosceva lo strumento con un meccanismo quasi automatico.

La corteccia prefrontale traduce gli stimoli che ci arrivano dall’esterno, in questo caso dall’udito, e li interpreta in base alle esperienze passate, a quegli stimoli che abbiamo già incontrato.
Ecco perché, osservando le onde cerebrali, si capisce subito se davanti abbiamo un musicista o meno.

Di Alice Nieri

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