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Mappare il cervello sotto LSD: utopia o realtà?

Mappare il cervello sotto LSD: utopia o realtà?

Nonostante grandi polemiche, finalmente è stato pubblicato uno studio con la mappatura del cervello sotto LSD e non è finzione. Leggere per credere. D

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Nonostante grandi polemiche, finalmente è stato pubblicato uno studio con la mappatura del cervello sotto LSD e non è finzione. Leggere per credere.

Di Carolina Saputo

Mappare il cervello sotto LSD: solamente nel pronunciarlo sembrerebbe uno di quei limiti invalicabili imposti alla scienza, un po’ per gli strumenti necessari ad una ricerca di questo tipo, un po’ per una questione di principio e di tabù imposti dalla società. Quando si tratta di promesse però, è tutta un’altra storia: qui si tratta della ricercatrice Amanda Feilding che negli anni ’90, dopo un incontro con il “padre naturale” dello stupefacente Albert Hofman, giura di portare a termine una ricerca scientifica esauriente a riguardo entro il suo centesimo compleanno. Quindi eccoci qui, con uno studio del cervello sotto l’effetto dell’LSD, anche se con dieci anni di ritardo.

Il progetto, pubblicato su PNAS e condotto da un team dell’Imperial College di Londra, ha una portata innovatrice più unica che rara, che cerca finalmente di far luce su come le droghe psichedeliche influenzino e modifichino il lavoro della coscienza, oltre a spianare la strada alla possibilità di usare l’LSD a scopo terapeutico per il trattamento di gravi disturbi psicologici quali depressione e dipendenza (incredibile ma vero). I ricercatori quindi hanno somministrato a ben 20 volontari un’iniezione contenente 75 microgrammi di LSD ed hanno mappato il cervello sotto l’effetto della sostanza con l’aiuto di risonanze magnetiche funzionali e magnetoencefalografie. Contemporaneamente ai pazienti è stato chiesto di descrivere le proprie sensazioni, mentre si cercava di correlare le dichiarazioni con gli esami scientifici. Inutile dire che i risultati sono a dir poco stupefacenti (nel vero senso della parola): disgregazione e dislocazione sono i sostantivi che meglio descrivono ciò che accade nella nostra testa sotto l’effetto della sostanza psichedelica.

Una vera e propria dissoluzione dell’io, alterazione indescrivibile della coscienza, interruzione vera e propria della percezione che si ha di se stessi. Una nuova vittoria nella difficile comprensione per ciò che riguarda il mondo del conscio e dell’inconscio quindi, ma anche e soprattutto nella battaglia a delle barriere socio-culturali ormai usurate dal tempo che scorre.

Di Carolina Saputo

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