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Una rete di Università per aiutare i rifugiati

Una rete di Università per aiutare i rifugiati

Atenei di tutto il mondo unite per accogliere i migranti. Una lezione per gli stati europei. Di Stefano Di Foggia Una mappa per riunire in un unica re

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Atenei di tutto il mondo unite per accogliere i migranti. Una lezione per gli stati europei.

Di Stefano Di Foggia

Una mappa per riunire in un unica rete tutte le università che offrono servizi per i rifugiati, è quanto ha fatto l’Associazione Università Europee (Eua) con la “Refugees Welcome Map”.
Più di 150 Atenei in Europa, ai quali se ne sono aggiunte altre nel Nord America, nella Nuova Zelanda e nel Medio Oriente, prevedono servizi specifici per i profughi e da qui l’idea di creare un collegamento per aiutare in modo più efficace i migranti. La mappa illustra ciò che ciascuna università mette a disposizione di studenti, professori e ricercatori rifugiati, riportandone una breve descrizione.
Non ci sono confini ne barriere, le università aprono le loro porte e si dividono i compiti, come a dimostrare che conoscenza, cultura ed accoglienza sono la stessa cosa.

Le iniziative sono delle più varie, in Slovenia, ad esempio, l’Università di Nova Gorica si è impegnata a riconoscere i titoli di studio conseguiti nei paesi di provenienza dei rifugiati e ha messo a disposizione borse di studio ai richiedenti asilo. Anche in Romania, malgrado il paese non sia interessato particolarmente dal fenomeno migratorio, l’Università di Bucarest si è impegnata a distribuire materiale umanitario, mentre nell’Università di Timisoara si organizzano corsi di lingua rumena e di cultura europea. In questi due Atenei inoltre gli studenti sono impegnati in programmi di inclusione sociale ed accoglienza dei rifugiati.

L’Università dell’Egeo, presente sulle isole di Mitilene, Lesbo, Chios, Samo, Lemno e Rodi, per la sua posizione geografica, è in “prima linea” riguardo l’accoglienza dei migranti ed ha strutturato infatti diversi progetti: coordina la distribuzione di cibo e beni di prima necessità alle ONG presenti sulle isole ed offre supporto psicologico a famiglie, donne, bambini ed altri soggetti vulnerabili. Oltre a questi aiuti immediati, sta incentivando l’iscrizione dei rifugiati attraverso la concessione di borse di studio ed un maggior numero di posti riservati ai richiedenti asilo. Ha inoltre attivato un monitoraggio del fenomeno migratorio, con l’obbiettivo di fare chiarezza ed aiutarne la comprensione da parte dell’opinione pubblica europea.
In Grecia anche l’Università di Atene ha fatto partire un programma imponente che mira all’assistenza ed all’integrazione dei migranti: “L’Osservatorio-Network per la solidarietà ed il supporto dei rifugiati” che offre servizi molto diversi, dalla traduzione alle cure dentali.

La Turchia si è attivata attraverso le Università di Koçdi Istanbul e l’Ataturk di Erzurum. La prima offre borse di studio agli studenti rifugiati ed al suo interno si è creato un gruppo di giovani volontari che distribuisce beni di prima necessità ai richiedenti asilo. La seconda, invece, ha offerto lavoro a professori ed accademici siriani in fuga dal loro paese.

Di Stefano Di Foggia

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