Italiani a Londra: la storia di Valentina Fazzari

Italiani a Londra: la storia di Valentina Fazzari

Con 250 mila connazionali residenti, Londra è la città straniera con più italiani al mondo. Valentina Fazzari è una di questi. Ecco qui la sua storia.

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Con 250 mila connazionali residenti, Londra è la città straniera con più italiani al mondo. Valentina Fazzari è una di questi. Ecco qui la sua storia.

Dopo Roma, Milano, Torino e Napoli, la quinta città maggiormente popolata da italiani è Londra. L’avreste mai detto? Se un tempo la capitale britannica poteva essere considerata una delle tante “Little Italy”, oggi secondo le cifre del consolato è diventata qualcosa di più, superando di gran lunga Buenos Aires e diventando ufficialmente la città straniera con più italiani al mondo. Si parla di cifre ufficiali che si aggirano attorno ai 250 mila connazionali residenti. Il consolato stima però che per ogni italiano residente in città ce ne siano almeno due privi di residenza. Dati che fanno riflettere e che hanno spinto “Repubblica” ad andare alla ricerca di testimonianze sul campo.
Elite Retreat, psicoterapeuti, architetti, ristoratori, dentisti e moto altro ancora. Questo è solo un assaggio di tutto quello che l’Italia offre all’estero. Noi di FacceCaso abbiamo scelto di raccontarvi la storia di Valentina Fazzari. Ecco qui la sua avventura a Londra.

“Ho 42 anni, vengo da Genova, sono arrivata a Londra venticinque anni fa e a parte qualche anno a Milano ci sono sempre rimasta. A Londra ho studiato economia all’University College London, poi ho preso un master alla London School of Economics e ho lavorato a lungo in ambito finanziario. Ma ho sempre avuto una passione per l’immobiliare e questo era il posto giusto per svilupparla. Non per niente è la città del boom del mattone, dove tutto il mondo cerca casa.

Così, parlandone con qualche amica, abbiamo pensato di provare anche noi a occuparci di questo settore e abbiamo fondato “Casa Londra”: un’agenzia di consulenze immobiliari, dunque non una semplice agenzia di compravendita immobiliare, bensì un’agenzia che si occupa di aiutare gli italiani a comprare o affittare una casa qui e che assiste anche in un’ampia gamma di servizi chi di loro vuole trasferirsi qui per motivi di studio o di lavoro. In Inghilterra le agenzie immobiliari sono pagate dal venditore e lavorano nel suo esclusivo interesse, senza alcun obbligo nei confronti del potenziale acquirente. Chi proviene dall’Italia può trovarsi in difficoltà durante i negoziati.

Noi aiutiamo a superarle, a selezionare la casa giusta per ogni esigenza, mettiamo in guardia contro i trucchi del mercato. E offriamo anche assistenza legale, sotto la supervisione del nostro managing director, l’avvocato Francesca Granata Griffiths, italianissima pure lei, il cognome inglese è acquisito, oltre che assistenza finanziaria e per lavori di ristrutturazione. Inoltre oggi gestiamo circa 150 proprietà di italiani che hanno comprato casa qui come investimento e vogliono affittarla. Si rompe una tubatura dell’acque in casa, noi mandiamo qualcuno a ripararla. Insomma ci occupiamo di tutto, a punto che con certi clienti sviluppiamo un rapporto di fiducia molto stretto e continuativo.

Per loro noi cimi ti amo cercare la casa, ma cerchiamo di scuole per i figli, il medico di famiglia, la documentazione per registrare la propria residenza in consolato e così via, davvero qualsiasi cosa che riguardi il trasferimento a Londra. Naturalmente ci sono italiani che si arrangiano benissimo a fare tutto questo anche da soli, ma ci sarò anche quelli che, perché lontani o per problemi linguistici o per altre ragioni, desidererebbe ricevere un aiuto in questa caccia alla casa a Londra, e “Casa Londra” provvede a fornirglielo. Eì una “casa” tutta femminile: adesso siamo una decina di donne fra socie e collaboratrici, per un po’ abbiamo avito anche un uomo nella nostra squadra, ma poverino non ha resistito. Scherzo eh, la verità è che ci troviamo bene fra noi. Siamo amiche, siamo simili, siamo unite e speriamo di continuare a crescere e fare bene il nostro lavoro, divertendoci pure, che non guasta”.

Di Francesca Romana Veriani

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