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A Prato inizia la ricerca delle Università straniere da portare in città Di Ludovica Gentili Cosa ci fanno tre università di cui una italiana, una ame

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A Prato inizia la ricerca delle Università straniere da portare in città

Di Ludovica Gentili

Cosa ci fanno tre università di cui una italiana, una americana e una australiana – con tre differenti realtà didattiche- tutte quante nella stessa città? No, non è un indovinello, ma semplicemente quanto propone la città di Prato, che offrendo tre diversi atenei in cui studiare, di origini differenti, fornisce ai giovani la possibilità di potersi immergere in un percorso formativo interessante, favorendo l’interazione tra studenti italiani e stranieri. Pin, University of New Haven e Monash University sono i tre atenei ospitati dalla seconda città della Toscana, tre istituzioni che collaborano durante tutto l’anno con il fine di accrescere sempre di più, con iniziative, scambi e progetti, la funzionalità di questa organizzazione internazionale. Ed è proprio grazie a questo modo differente di concepire il percorso universitario che Prato mira ad accrescere il suo bacino, richiamando l’attenzione di tutti gli atenei stranieri che sono interessati a nascere e crescere sul suo territorio.

Da qualche tempo, la città di Prato viene considerata un ottimo luogo dove vivere, in cui tutto è a misura d’uomo e funzionale, un luogo dove non esistono barriere culturali e linguistiche. Ed è questo ciò che spinge le università ad interessarsi e valutare la disponibilità della città. Come ogni anno, con il Prato Campus Week – una manifestazione della durata complessiva di tre giorni (dal 22 al 25 settembre), il polo Universitario pratese cerca di richiamare a sé l’attenzione. Del resto un maggiore afflusso di studenti comporta più’ economia che gira e allo stesso tempo più vitalità per il centro.

Sarebbero all’incirca 2000, ad oggi, gli universitari a popolare questa città, tra italiani e stranieri, ma nonostante l’abbondanza è forte il desiderio di ingrandirsi. Le condizioni affinché questo avvenga sono favorevoli e i fondi stanziati dal Comune consentiranno agli atenei di presentarsi e di spiegare a chi fosse interessato, quali sarebbero i vantaggi che comporterebbe studiare a Prato.

A questo punto non ci resta che consigliare alle università di tutto il mondo di aprire le orecchie e ascoltare il richiamo delle colline toscane.

Di Ludovica Gentili

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