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Unioni Civili si, Unioni Civili no

Unioni Civili si, Unioni Civili no

Ecco cosa ne pensano i giovani tra gli 11 e 19 anni. Di Ludovica Gentili Da tempo oramai si parla di Unioni Civili, tante sono state le diatribe, le o

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Ecco cosa ne pensano i giovani tra gli 11 e 19 anni.

Di Ludovica Gentili

Da tempo oramai si parla di Unioni Civili, tante sono state le diatribe, le opposizioni, le condivisioni, talmente tanto di tutto questo che non si capisce bene più quale sia l’orientamento della maggioranza.

Togliendo il fatto che dovrebbero essere discussioni serene e che non dovrebbero creare scompensi, perchè ognuno vive l’amore a proprio modo, sono stati interpellati anche i ragazzi tra gli 11 e i 19 anni per capire quale idea prevale nel loro “mondo”
In una società in cui la grande maggioranza di giovani non segue i telegiornali alla tv, dove l’informazione è fin troppa, ma scarseggia l’attenzione su di essa da parte degli adolescenti, ci troviamo a non capire bene quanto di ciò che pensano sia indotto dal cosiddetto “per sentito dire” o perchè realmente i giovani di questo millennio hanno una loro idea a riguardo, chiara e decisa. Stentiamo a credere che molto del loro pensiero derivi solo ed unicamente dalla “pancia” perchè se così fosse vivremmo tutti in un mondo migliore, ma piuttosto tra social network e programmi televisivi che impongono prepotentemente mode e stili di vita come esempio, anche loro talvolta perdono il loro equilibrio ideologico.

Si parla di utero in affitto, unioni civili, amore libero che oscilla dal “peace and love” al “nessuno tocchi il matrimonio tradizionale”, insomma una gran confusione, dove nonostante tutto però siamo riusciti a capire quale idea prevale per gli adolescenti e con il 79% si guadagna il primo posto il pensiero che tutti possono amare tutti avendo gli stessi diritti di coppia. Non manca chi invece propende per un’idea differente, sostenendo di non essere d’accordo con le unioni tra persone dello stesso stesso, o chi difende i bambini in quanto sprovvisti di potere decisionale e sottoposte per forza di cose alle decisioni di chi ne fa le loro veci.

Una linea definita pertanto c’è, ma ancora bisogna attendere l’esito della proposta di legge di Cirinnà sulle Unioni Civili previsto per il 12 maggio 2016, già approvata dal Senato il 25 febbraio, per vedere quali saranno le reazioni prodotte. Per il momento è importante accompagnare con delicatezza e attenzione i ragazzi nel loro processo di crescita in una società che ancora non ha trovato la sua strada ferma e, trattando anche a scuola gli argomenti con doveroso garbo, aiutarli a farsi un’idea di ciò che accade intorno a loro, rendendoli consapevoli e capaci di crearsi una propria idea sulla base della conoscenza dei fatti.

Di Ludovica Gentili

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