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Studio dell’Eurobarometro: giovani italiani in crisi e disillusi

Sogni infranti, speranze ridotte, disillusione, realismo nel guardare con distacco le proprie opportunità lavorative; sono solo alcune delle sensazion

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Sogni infranti, speranze ridotte, disillusione, realismo nel guardare con distacco le proprie opportunità lavorative; sono solo alcune delle sensazioni a cui ormai sono abituati i giovani italiani, specialmente secondo una ricerca svolta dall’Eurobarometro. È davvero così? Noi ci abbiamo “Fatto caso”.

Di Carolina Saputo

“Da grande vorrei essere…” quante volte ognuno di noi nella propria vita ha pronunciato queste parole colme di sogni, di speranze, di gioia e ottimismo. Crescendo però si insinua astutamente il seme dell’amarezza, del realismo, della disillusione, del “non succederà mai”.

Succede così che uno studio pubblicato recentemente dall’Eurobarometro affermi che oltre la metà dei giovani europei tra i 16 e i 30 anni avverta un senso di estraniamento, di alienazione dalla società in cui si trova e rispetto alle proprie future opportunità lavorative. Nella statistica non poteva assolutamente mancare l’Italia che, con un tasso del 78%, è praticamente al pari con la Spagna e vicina al picco assoluto del 93 % che si registra solamente a Cipro, in Portogallo e Grecia.

D’altro canto Cristina Pasqualini, ricercatrice e sociologa presso l’Università Cattolica di Milano ed esperta in politiche giovanili, commenta queste statistiche con una punta di tristezza, spiegando come in un paese come il nostro la situazione sia davvero complessa non solo per l’elevato tasso di disoccupazione giovanile, ma più che altro per l’altissimo numero di NEET, ovvero di giovani senza una reale prospettiva di vita e di futuro, che si ritrovano a non compiere gli studi e tantomeno a lavorare. Per non parlare del solo pensiero del trasferimento: stando al progetto “Rapporto Giovani”, il senso di appartenenza dei giovani italiani al proprio paese e l’attaccamento alle proprie radici culturali è veramente forte, tanto da instillare l’idea di partire, viaggiare e studiare all’estero si, ma per un breve periodo di tempo, con l’idea di costruirsi comunque una vita nella propria terra natìa. Anche questi desideri però vanno a cozzare con la realtà dei fatti, con il senso di frustrazione che si ha al momento del ritorno, e con l’idea di una emigrazione a tempo indeterminato come unica scelta obbligata.

Le nostre aspettative sul futuro sono veramente alte, esiste qualcuno finalmente pronto a soddisfarle?

Di Carolina Saputo

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