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Economia di alta montagna

Economia di alta montagna

L'Università di Torino firma un accordo con l'Uncem per formare manager specialisti dei territori di montagna. Si punta allo sviluppo socio-economico.

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L’Università di Torino firma un accordo con l’Uncem per formare manager specialisti dei territori di montagna. Si punta allo sviluppo socio-economico.

Il nostro Paese è caratterizzato da un’abbondanza di territori montani non indifferente. Per giunta, questi luoghi sono abitati da molte persone che individuano anche una forza economica spesso dimenticata. Come si può facilmente capire, le zone di montagna risultano difficilmente gestibili per quanto riguarda il clima e la natura che le caratterizza e che, inevitabilmente, incide sull’andamento dell’economia locale.

Come spiega Lido Riba, presidente di Uncem Piemonte (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), molti Stati europei possono fare affidamento su un Pil relativo ai territori montani molto elevato rispetto a quello di altre aree. Questo è frutto anche di un attento studio dei diversi fattori che influenzano la vita di montagna e del suo tessuto sociale. Riba è convinto che

il coinvolgimento del mondo universitario in questo ambito possa giovare alle condizioni dell’economia delle zone montane italiane.

È per questo che stamattina è stato stipulato un accordo tra Uncem e Università di Torino per puntare alla formazione di manager ed economisti specialisti dei territori di montagna.

All’interno del Dipartimento di Management e del Centro interdipartimentale sui rischi naturali in ambiente montano e collinare, infatti, nasceranno dei

corsi di laurea finalizzati allo sviluppo di ricerca e comunicazione per tutte quelle aree poco considerate ma con notevoli potenzialità.

Saranno a breve avviati dei progetti in grado di sostenere l’economia delle terre montane e in grado di legare gli studenti universitari al territorio in modo più intenso. Riba ha detto: “Il Piemonte ha un patrimonio immenso nelle sue montagne, che non ha mai sfruttato appieno. Occorre coinvolgere università e istituzioni perché da sola la montagna non ce la fa”.

Il professor Valter Cantino, direttore del Dipartimento di Management dell’Università di Torino, ha poi aggiunto: “Nell’accordo vedo l’occasione per lavorare di più in aree fino a ieri poco considerate. Crediamo molto nel corso di laurea in amministrazione aziendale telematico che può avere un’area di formazione focalizzata sul territorio montano“. Il professore Riccardo Beltramo, firmatario come gli altri dell’accordo, ha sottolineato: “Vede uniti diversi dipartimenti, da management ad agraria, da scienze sociali a geologia, per fare ricerca sugli impatti che i rischi naturali hanno sulle attività economiche nelle zone montane“.

Infatti, la conoscenza del territorio e del suo clima incide notevolmente sulla facilità di lavoro in queste zone in modo da ottimizzare la produzione ed ottenere il massimo ricavo possibile. A Milano l’accordo tra università e Uncem è già attivo da un paio di anni e mira alla valorizzazione e alla tutela ambientale. Lo scopo di questa stretta di mano tra parti è anche quello di promuovere il turismo e lo sviluppo del territorio al fine di migliorare le condizioni socio-economiche di zone di grande pregio che vivono nello Stivale.

Di Giulia Pezzullo

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