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Pochi votanti giovani: così non si cambia

Pochi votanti giovani: così non si cambia

L'influenza dei voti alle urne delle diverse fasce d'età è un fattore importante per determinare l'andamento delle elezioni. Si scopre il ruolo della

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L’influenza dei voti alle urne delle diverse fasce d’età è un fattore importante per determinare l’andamento delle elezioni. Si scopre il ruolo della popolazione giovane.

Allo scattare della maggiore età, nasce anche il diritto-dovere di prendere parte a elezioni e referendum per esprimere la propria preferenza in merito alla politica di Stato. Considerando che non tutti i ragazzi maggiorenni vanno a votare ogni volta che aprono le urne, bisogna tenere presente che la mentalità tra giovani e adulti/anziani è nettamente diversa. Su questo punto si può basare una stima dell’influenza delle diverse fasce d’età sull’andamento delle elezioni in uno Stato. Non è difficile, infatti, credere che l’attrattiva dei vari schieramenti politici attrae specifici range di persone.

Un esempio lampante è il caso Brexit, commentatissimo e discusso evento che ha portato all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Alla chiamata al voto hanno risposto moltissimi inglesi, tra giovani e anziani. I ragazzi erano favorevoli al ‘remain’ ma, data l’imponente mole di adulti votanti, la categoria più matura ha decretato l’esatto opposto. Effettivamente, ogni Stato deve fare i conti con il numero di persone che costituisce ogni fascia d’età. Come se la cava la nostra Italia? Purtroppo non molto bene.

Secondo gli ultimi dati Istat, aggiornati a Gennaio 2016,

la popolazione italiana tra i 18 e i 24 anni è composta da poco più di 4 milioni di persone; questo a fronte dei quasi 13 milioni e mezzo di over 65, ossia il 22% del totale.

Un dato impressionante se si pensa, inoltre, che la proporzione di chi va effettivamente a votare e l’ammontare totale va decisamente a favore della popolazione matura. Non è neanche troppo un segreto che i giovani abbiamo ideologie più aperte e visionarie rispetto a quelle degli adulti, ancorati ad una visione più disciplinata e rigida tipica del passato. Tuttavia, il professore Paolo Natale della Facoltà di scienze politiche alla Statale di Milano, ha sottolineato come i 5 Stelle abbiano innalzato l’interesse della popolazione giovane dell’Italia.

Tre grandi città dello Stivale (Roma, Torino e Milano), infatti, sono state invase dalla pentastellati-mania, producendo un’affluenza di voti giovani (dai 18 ai 44 anni in media) ai loro programmi politici. È accaduto nella Capitale con Virginia Raggi che ha spodestato Giachetti, sostenuto a gran voce dagli over 65, così come a Torino con Chiara Appendino che ha sbancato tra i ragazzi. A Milano, invece, i giovani si sono lasciati travolgere dall’esito di Expo, organizzata da Giuseppe Sala che ha avuto una buona risonanza per la gestione della situazione.

Rimane, in ogni caso, certo che se i ragazzi continueranno ad andare a votare occasionalmente o, addirittura, inizieranno a recarsi alle urne verso i 30 anni, la popolazione adulta non sarà mai in grado di comprendere e far attuare tutte le novità di cui il nostro Paese ha bisogno. Non è un problema solo di età bensì di retaggio culturale, il quale può essere modificato solo con la conoscenza del nuovo e con l’imposizione di linee guida giovani. E questo possiamo farlo solo noi ragazzi.

Di Giulia Pezzullo

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