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Berlino trent’anni fa? FacceCaso

Berlino trent’anni fa? FacceCaso

Un viaggio un po' particolare a trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino. In questo periodo qui, durante il mio Erasmus, ero a Berlino. Ed è propr

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Un viaggio un po’ particolare a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino.

In questo periodo qui, durante il mio Erasmus, ero a Berlino. Ed è proprio lì che ho scattato le foto che vedrai in questo articolo. Volevo ricordare la caduta del muro, avvenuta trent’anni fa, in un modo un po’ particolare, cercando di capire come sarebbe stato essere un turista in una città divisa.

Tappa 1: Berliner Dom. Questa è la vista dal duomo di Berlino, in quella che sarebbe stata Östberlin, o più comunemente Berlino Est. Quella che vedi era tutta Unione Sovietica e lo si capisce dai palazzoni perlopiù identici che popolavano la parte più povera della città. Vivere per quelle strade voleva dire essere sotto un regime comunista e sarebbe stato impossibile passare dall’altra parte, anche solo per incontrare un amico o un fratello.

Tappa 2: Alexanderplatz. La famosissima torre della televisione che troneggia su Alexanderplatz è uno dei simboli di Berlino Est. Come ricorda anche Battiato, si potevano fare “quattro passi a piedi fino alla frontiera”, ma non oltrepassarla. Era molto semplice entrare da Ovest ad Est ma non viceversa, perché ai cittadini sovietici non era permesso.

Tappa 3: il Reichstag. Il vecchio parlamento tedesco era a Berlino Ovest, esattamente sul confine, ma non assomigliava per nulla a quello che vedi nella foto. Hitler, all’apoteosi della sua ascesa politica lo fece bruciare dando la colpa ad un comunista olandese. Per tutta la durata della divisione il Reichstag rimase in rovina, per ricordare a tutti l’orrore della guerra e del nazismo. Oggi si può salire sulla cupola e guardare la città.

Tappa 4: Brandeburger Tor. La porta di Brandeburgo era uno dei Checkpoint in cui si poteva passare da un lato all’altro della città. Qui è addobbata a festa, pronta per i mercatini di Natale, trent’anni fa era circondata dalla Polizia e dal filo spinato e se ti avvicinavi era obbligatorio identificarsi dato che, soprattutto nell’ultimo periodo prima della caduta, i soldati potevano sparare a vista a coloro che volevano attraversarla senza documenti.

Tappa 5: East Side Gallery. Ovviamente il nome di questo posto è stato modificato negli anni. Tutti coloro che sono stati a Berlino hanno una foto sotto uno di questi murales. Immaginalo trent’anni fa, grigio come il cemento e coperto di filo spinato. Ora è un simbolo di pace, dove artisti di tutto il mondo si sono ritrovati a trasformare un muro che divideva in qualcosa che unisce, l’arte.

Trent’anni fa cadeva il muro di Berlino che divideva praticamente una città e simbolicamente l’Europa. Per far si che nessun muro divida più le persone bisogna ricordarsi una cosa, che è scritta nell’ultima foto ma che per comodità scriverò qui, cosicché possa rimanerti in testa:

“Tante piccole persone, in tanti piccoli posti fanno tante piccole cose che possono cambiare la faccia del mondo”

#FacceCaso

Di Benedetta Erasmo

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