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Prof assunto ma in esubero

A Salerno, 80 docenti appena immessi in ruolo si ritrovano già senza la cattedra per insegnare. Un'ulteriore incongruenza di Buona Scuola. Con la legg

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A Salerno, 80 docenti appena immessi in ruolo si ritrovano già senza la cattedra per insegnare. Un’ulteriore incongruenza di Buona Scuola.

Con la legge 107, alias Buona Scuola promossa dal premier Renzi e dal ministro Giannini, è nata la speranza di porre fine ai problemi degli insegnanti di tutta Italia che cercano una stabilità lavorativa dietro alle cattedre scolastiche. Però le incongruenze della Buona Scuola si fanno sentire da tempo e il malcontento generale sfocia in delusioni e attese. L’ultima beffa del nuovo piano dell’istruzione riguarda le assunzioni di alcuni docenti salernitani che, nonostante non sia neanche iniziato l’anno scolastico, già si trovano a dover stringere i denti.

Infatti,

80 insegnanti delle scuole superiori di Salerno, che sono stati immessi in ruolo grazie alla 107 nelle fasi B e C del piano straordinario di assunzioni, si trovano in esubero e, quindi, senza una cattedra disponibile.

L’anno scolastico 2016/2017 ha già troppi docenti che attendono di poter insegnare e sarebbe proprio questo il motivo dell’esubero dei neoassunti. Il MIUR vuole eliminare le graduatorie ad esaurimento che sono sature da anni. Ma allora perché assumere altri professori per poi metterli in attesa di assegnazione di una cattedra? Oltre a questa brutta notizia, è giunta voce che ben 622 maestre delle scuole elementari dovranno lasciare la città in cui vivono per recarsi al Nord Italia. Questo esodo rientra nelle disposizioni dei trasferimenti interprovinciali che costringeranno molte persone a cambiare vita per motivi di lavoro.

La Buona Scuola, dunque, torna a toccare tasti dolenti e torna a creare disagi a tante persone che cercano un modo per regolarizzare la loro situazione lavorativa. La questione degli esuberi dei neoassunti stride davvero tanto e si inserisce a pieno titolo in una serie di spiacevoli eventi che feriscono di continuo gli insegnanti italiani.

Il trasferimento non è di certo una passeggiata, specialmente per le famiglie, ma è pur sempre una garanzia di poter effettuare il proprio lavoro.

Di Giulia Pezzullo

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