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Università italiana: niente fondi e poche certezze per i ricercatori

Com’è possibile che i nostri ragazzi siano tra i più citati nelle riviste scientifiche e le nostre università arranchino sia che si tratti di classifi

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Com’è possibile che i nostri ragazzi siano tra i più citati nelle riviste scientifiche e le nostre università arranchino sia che si tratti di classifiche che di ricerca? #FacceCaso.

Nel piano europeo Horizon 2020 l’Italia contribuisce per 11 degli 80 miliardi complessivi che equivalgono al 14% dei fondi.

Su 328 ricerche finanziate, ne sono state approvate 28 italiane.

Solo dieci progetti hanno avuto come sede un’università del nostro paese, gli altri ricercatori hanno preferito sedi estere. Da anni finanziamo la ricerca di paesi come la Francia e la Germania.

Le cause di questo disastro? Naturalmente la mancanza di fondi e certezze per i ricercatori. Com’è possibile che i nostri ragazzi siano tra i più citati nelle riviste scientifiche e le nostre università arranchino sia che si tratti di classifiche che di ricerca?



“Le università leader hanno creato strutture specifiche per sostenere la partecipazione a progetti internazionali, mantengono contatti sistematici a Bruxelles e incoraggiano i ricercatori a partecipare alla valutazione dei progetti europei. Ma servirebbe anche un’azione dell’amministrazione centrale: utilizzare sistematicamente una quota delle risorse dei fondi strutturali per attività di formazione, tutoraggio e assistenza tecnica ai team di ricerca e al personale amministrativo, per migliorare la capacità di preparare a gestire i progetti europei”. Sarebbe il caso di lavorarci subito. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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