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Legge di Bilancio: al via la rivoluzione universitaria

Legge di Bilancio: al via la rivoluzione universitaria

Università gratis per i meno abbienti e borse di studio per gli studenti meritevoli. #FacceCaso. Anche quest’anno la legge di Bilancio presenta divers

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Università gratis per i meno abbienti e borse di studio per gli studenti meritevoli. #FacceCaso.

Anche quest’anno la legge di Bilancio presenta diversi capitoli dedicati all’Istruzione: niente tasse universitarie per chi ha un Isee al di sotto dei 13mila euro, borse di studio per ragazzi meritevoli e premi di 15 mila euro per chi punta ad un’università prestigiosa ma presenta una condizione economicamente disagiata.

L’onorevole Manuela Ghizzoni spiega: “Sull’università vogliamo attuare l’articolo 34 della costituzione, ovvero garantire a tutti l’accesso ai gradi massimi dell’istruzione. Il piano si fonda perciò su tre pilastri. Il primo è quello dedicato agli studenti disagiati economicamente: per loro l’università sarà gratis, indipendentemente dai risultati raggiunti. Le università saranno compensati dal mancato introito con un fondo di circa 80 milioni di euro. Il secondo pilastro è quello destinato agli studenti che hanno difficoltà economiche ma anche presentano voti buoni: per tutti quelli con un Isee sotto i 23.000 € ci sono le borse di studio, con un fondo che quest’anno è stabilizzato a 210 milioni. Infine, ci sono 20 milioni dedicato gli studenti meritevoli, circa 400, il che fa 15.000 € a testa, da destinare gli studenti posta diploma”. Troppi soldi per pochi?
“No, non penso: l’obiettivo del provvedimento è proprio permettere a chi mostra un talento particolare, e non solo voti alti, di avere accesso alla migliore istruzione superiore. Ovviamente potranno candidarsi a questi premi solo gli studenti con Isee sotto i 20.000 €, e chi se li assegnerà dovrà essere seguito da un tutor che verificherà come saranno amministrati quei soldi”.

Per le cattedre messi invece a disposizione 300 milioni. Obiettivo? Diminuire il gap tra organico di fatto e organico di diritto che ogni anno fa arrivare migliaia di supplenti in classe. Il primo passo è trasformare 25mila supplenze annuali in cattedre con contratti a tempo indeterminato. #FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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