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Sky, fuga da Roma

Sky, fuga da Roma

La sede nella Capitale della tv privata sarà dismessa, e 300 dipendenti si sposteranno a Milano. Con altri 200 che diventeranno esuberi, la perdita ec

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La sede nella Capitale della tv privata sarà dismessa, e 300 dipendenti si sposteranno a Milano. Con altri 200 che diventeranno esuberi, la perdita economica diventa ingente.

Roma non fa schifo, Roma, forse, fa più pena. Ma non lo dico per me stesso! Senza fraintendimenti, rimane la città più incredibile del mondo, quella con più arte e storia di tutte, ma fa pena a società, aziende e investitori. Inutile girarci intorno: la Capitale del nostro paese affonda in uno stagno putrido, divorata da problemi che nessuno sembra capace di risolvere. E quando una città diventa difficilmente abitabile, con problemi amministrativi, burocratici, di corruzione, nei trasporti e quanto ancora possiamo ( ahimè) aggiungere, chi deve spendere denaro per creare lavoro, per stabilirsi con progetti o idee, ci pensa tre volte prima di compiere il passo verso l’Urbe. Ma qui non è ancora questo il problema, che rimane comunque grave dato che nessun grande investitore vuole più avvicinarsi a Roma, manco fosse cacca: anche chi c’è comincia a fuggire. Lo fa Sky, di proprietà Fox, che ha preso la decisione di lasciare la grande sede di Via Salaria, centro operativo per le news, la politica e moltissimi servizi, e ricongiungere tutto con il resto posto a Milano. Non è solo una scelta di comodo, per avere tutto sotto un’unica gestione, è un problema endemico di opportunità. Milano cresce, è una città smart, con i servizi, che piace a tante categorie che producono soldi a palate, e così viene scelta sempre tra le due. Ci siamo pianti addosso, e ora? Noi poco possiamo fare, intanto vediamo andar via 500 lavoratori, 500 cittadini che andranno in altri lidi, chi a Milano, chi ancora qui, e chi proprio disoccupato. Noi, intanto, torniamo a lottare nel fango.

Di Umberto Scifoni

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