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Non è un’università per donne

Non è un’università per donne

Negli Atenei italiani poche quote rosa tra i vertici professionali. E in Europa peggio di noi solo Svizzera e Grecia. Altro che festa della donna: ne

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Negli Atenei italiani poche quote rosa tra i vertici professionali. E in Europa peggio di noi solo Svizzera e Grecia.

Altro che festa della donna: nelle università dello stivale, da un punto di vista lavorativo, la situazione è ferma ad un passato in cui la parità di genere non era certo rilevante come oggi.

Le insegnanti saranno predominanti nella scuola primaria e secondaria ( addirittura si sta pensando a quote “azzurre” ), ma quando si comincia a parlare di mondo accademico, la situazione cambia drasticamente: in carriera universitaria si ha solo il 22% delle donne sul totale, un numero stimato in base ai dati del ministero dell’Istruzione, dove emerge quindi una evidente disparità “in cattedra”.

Il contrasto con le fasi precedenti dell’istruzione fa intendere come manchi a livello femminile quello scatto di carriera superiore, che per il pianeta femminile si ferma maggiormente al liceo. Il dato migliora tra i professori associati, con il 37% di quote rosa, mentre confortanti i risultati nella ricerca: 48% donne e 52% uomini.

Con statistiche di tale genere non sorprende quindi che l’Italia, a livello europeo, sia davanti solo a Svizzera e Grecia, in una classifica dove la Finlandia, col rapporto 50 e 50, guarda tutti dall’alto.

Di Umberto Scifoni

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