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Wannacry: sferrato un attacco cybernetico su scala mondiale

Wannacry: sferrato un attacco cybernetico su scala mondiale

Sarà che alle guerre come si facevano un tempo siamo ormai pronti, quasi abituati, niente affatto, invece, per quanto riguarda le guerre digitali, per

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Sarà che alle guerre come si facevano un tempo siamo ormai pronti, quasi abituati, niente affatto, invece, per quanto riguarda le guerre digitali, perché questo rappresenta il grave attacco tutt’ora in corso sferrato in tutto il mondo da hackers ignoti.

No, non si tratta di WhatsApp bloccato o della password di Facebook copiata. Parliamo di Wannacry. Questa volta la situazione è molto più grave. È delle ultime ore la notizia di un’enorme cyberattacco sferrato da un gruppo di hackers non ancora identificati e che ha colpito per ora più di 90 paesi.

Si tratta di un “attacco senza precedenti”, come lo ha definito la polizia Europea, sia per la vasta scala su cui è stato condotto sia per le “vittime colpite”. Moltissime le organizzazioni ed aziende che svolgono attività sensibili, tra queste ospedali andati totalmente in tilt, soprattutto in Inghilterra, uno tra i paesi più colpiti.

Il cyberattacco è stata realizzato grazie ad un malware, chiamato Wannacry come dicevo, che si impossessa totalmente dei computer che infetta, chiedendo un riscatto in bitcoin. Se il riscatto non viene pagato entro il tempo stabilito il computer viene bloccato definitivamente e tutti i dati eliminati.

Ecco allora perché tra gli obiettivi più colpiti vi sono gli ospedali. Questi non possono assolutamente rimanere senza pc, per la salvaguardia stessa della salute dei pazienti, vedendosi così costretti a pagare.

La polizia specializzata di tutto il mondo sta lavorando strenuamente per arginare i danni e anche la polizia postale italiana è intervenuta (seppur l’Italia non ha vissuto grosse minacce) per riportare alla norma i computer di diverse università, tra cui la Bicocca di Milano.

Un grande aiuto è stato dato da MalwareTech, un ragazzo inglese di soli 22 anni che, esperto in materia poiché lavora già presso una società di intelligence contro le minacce cybernetiche, il quale, quasi per caso, è riuscito ad arginare l’avanzata del virus.

Questo giovane ragazzo, che ha preferito rimanere nell’anonimato per sua stessa sicurezza, ha comprato un dominio collegato al malware scoprendo poi importanti informazioni. Dietro a quel dominio c’era anche l’interruttore dell’epidemia di malware, nascosto lì apposta dagli hackers in caso avessero voluto fermarne la diffusione.

La situazione è stata solo rallentata, come spiega MalwareTech: “Non è finita. Gli hacker realizzeranno come lo abbiamo fermato, cambieranno il codice e cominceranno di nuovo”.

Cosa possiamo fare allora per tutelarci? Se assolutamente senza connessione a Internet non possiamo starci, il consiglio più diffuso è quello di aggiornare il software che utilizziamo all’ultima versione più recente possibile.

Infatti, i computer più colpiti sono anche quelli che utilizzano programmi ormai obsoleti per i quali la casa madre ha ormai smesso di fornire gli aggiornamenti.

Di Lorenzo Maria Lucarelli

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