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Quattro chiacchiere con Rendez-vous

Quattro chiacchiere con Rendez-vous

Cosa spinge un ragazzo della nostra età a seguire la propria, di Arte? Facciamocelo spiegare da loro. #FacceCaso. Conosco Edoardo da sempre. Andiamo

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Cosa spinge un ragazzo della nostra età a seguire la propria, di Arte? Facciamocelo spiegare da loro. #FacceCaso.

Conosco Edoardo da sempre. Andiamo in vacanza nello stesso posto da quando siamo piccoli, ma non avevo idea che coltivasse la passione per la poesia. Abbiamo iniziato a chiacchierare per caso e sono venuta a conoscenza di Rendez-vous, un gruppo di giovani uniti dall’amore per l’Arte in tutte le sue forme. Cosa spinge un ragazzo della nostra età a seguire la propria, di Arte? Facciamocelo spiegare da loro. #FacceCaso.

  • Quante volte vi sarete sentiti ripetere che l’università in questa fase della vita viene prima di tutto? Io almeno un milione. Vi ammiro perché siete riusciti a ritagliare uno spazio per esprimere voi stessi e la vostra Arte. Com’è nato il vostro progetto? Come mai avete scelto questo nome?

L’idea è nata dalla volontà di Edoardo e Giulia di voler scrivere qualcosa insieme. Viaggi mentali a parte si è giunti alla conclusione di voler coinvolgere un gruppo di persone al fine di condividere passioni in comune e l’Arte in generale. Hanno pensato subito di contattare altri amici con la stessa vocazione. I primi nomi sono stati:
Luis, anche lui poeta
Simone, cantautore
Andrea, compositore musicale
Pedro, appassionato di Architettura.
Il primo incontro è stato a casa di Edo, eravamo tutti in balcone a parlare del progetto che stava nascendo. Inizialmente volevamo fondare un vero e proprio Manifesto, ma c’era un grosso problema: abbiamo tutti personalità forti e stili diversi quindi mettere per iscritto un vero e proprio Manifesto, in quel momento ci è sembrato utopistico. Abbiamo lasciato perdere limitandoci a dare vita ad un Circolo culturale e letterario. Nessun membro della crew aveva mai preso parte ad una vera e propria gara di poesia, così ci siamo buttati nella mischia lo scorso Aprile. Durante l’evento abbiamo notato un concorrente giovane e molto molto promettente: Samuele. Giulia e Luis sono andati a parlarci, gli hanno spiegato il progetto e subito entusiasta è saltato a bordo. Siamo diventati sette. Come ogni progetto che si rispetti però, avevamo bisogno di un nome. Non sono mancate scazzottate, sai meglio di me che mettere d’accordo sette capocce (tra cui una donna) non è affatto facile. Edo insisteva per “La setta dei poeti estinti”, Giulia per “I puristi” ma visto che siamo in democrazia, non abbiamo trovato nessun accordo. Siamo rimasti senza nome per un anno intero. L’idea geniale è venuta a Paola, la mamma di Edo, che ci ha sempre chiamati quelli dell’incontro. Abbiamo optato per la versione francese perché fa più figo ed anche perché Edoardo si fomentava per l’acronimo RV, quindi eccoci qui: Rendez-Vous.

 

 

  • Cos’è per voi l’Arte?

Andrea: “Anche uno spazzino, se spazza con passione, è produttore di Arte. Arte è dedizione, l’Arte causa dedizione”.
Luis: “Arte è comunicazione, non per forza verso qualcun altro. Ci sono diversi tipi di comunicazione. Arte è necessità”.
Edoardo: “Arte non è applicazione. Arte è un momento. È unico, irripetibile, puro”.
Giulia: “Arte è provocare un’emozione, suscitare con qualsiasi mezzo un’emozione nello spettatore”.
Simone: “Arte è creazione e creatività. La creatività è la capacità di immaginare qualcosa e la creazione è la modalità con la quale la metti in atto”.
Samuele: “Arte è sentimento, è storia, è noi stessi. Arte è raccontare e raccontarci. È scoprire la storia che è dentro ognuno di noi”.
Pedro: “Quando fai Arte e vuoi trasmettere qualcosa, il mezzo passa in secondo piano, non è tanto rilevante quanto la qualità. Il principio non è il mezzo ma il far passare o no qualcosa”.

  • Nonostante abbiate abbandonato l’idea iniziale di Manifesto, per entrare a far parte dei Rendez-vous servono dei presupposti: primo fa tutti il fuoco dentro. Spiegatemi un po’ di che si tratta.

Hai detto bene Fra. Il fuoco dentro. Non ci piace definirci un gruppo elitario, perché non abbiamo questa presunzione, ma chi entra a far parte di Rendez-vous deve avere un requisito fondamentale: qualcosa da dire. Immagina di avere un peso dentro allo stomaco di cui devi liberarti a tutti i costi e l’unico modo che hai per trovare pace è attraverso il tuo proprio modo di intendere l’Arte. Non importa che sia poesia, musica, architettura o scienza, per far parte dei Rendez-vous devi avere questo macigno dentro. Quella passione che arde e che trova la sua risoluzione solo con il compimento della Tua Arte.

  • Luis ha detto che l’Arte è comunicazione. Avete mai provato a condividere il vostro messaggio con qualcuno? Raccontateci la vostra esperienza e le vostre sensazioni.

Il “Decima50 Social Club” dove abbiamo disputato la nostra prima gara di poesia, ci ha dato la possibilità di organizzare un evento tutto nostro. La location è stata il Bocciodromo del Torrino Centro Tecnico Federale FIB- Eur City (Via Fiume Bianco, 75). Dalle otto di sera in poi, abbiamo avuto due ore di tempo per mostrare a tutti il frutto del nostro lavoro. Abbiamo preparato una scaletta dettagliata su come si sarebbe svolta la serata. È stata una grande responsabilità perché nessuno di noi aveva avuto esperienza in questo campo prima di quel momento. Elettrizzati all’idea, abbiamo pensato di estendere l’invito ad amici e colleghi conosciuti nella gara di poesia “Monti poetry challenge” tenutasi all’ex galleria del rione romano. Stabilita la scaletta e ottenuto un perfetto connubio tra musica, poesia, pittura e comicità, abbiamo deciso di rendere l’ambiente il più accogliente possibile non dimenticando mai chi fosse la vera protagonista della serata: l’Arte. Abbiamo posizionato un telo bianco sulla parete dove sono stati proiettati i testi delle nostre poesie, per facilitarne la comprensione. Il tutto era accompagnato dal piacevole sottofondo di una chitarra. Alla nostra prima erano presenti una cinquantina di persone, folla che ai nostri occhi era similare a Woodstock. Ansie e paranoie a parte, siamo stati in grado di gestire al meglio la serata acquisendo maggiore sicurezza col trascorrere dei minuti sul palco. Basti pensare che il nostro cantautore Simone era alla sua prima apparizione pubblica. Rompere il ghiaccio è stato bello ma traumatico, la folla spaventava e parlare in pubblico non è stato affatto facile. L’emozione ha smesso di influire sulla nostra prestazione andando avanti con lo spettacolo. A sostituirla ci hanno pensato l’eccitazione e il puro e semplice fomento.

  • Quindi se doveste descrivere con una parola la vostra “prima volta”?

‘Na favola. Non vediamo l’ora di ripeterci.

 

  • Grazie dell’assisti. A proposito del futuro, state lavorando ad altri progetti?

Per quanto riguarda il futuro, intendiamo replicare l’evento che si è tenuto al “Decima50 Social Club”. Il sogno sarebbe renderlo un appuntamento mensile o bimestrale fisso. Giusto per non renderlo “una tantum”. Come Rendez-vous, speriamo di poter ampliare il nostro gruppo e perché no, trovare una sede fissa. Tra gli obiettivi di quest’anno c’è anche quello di affacciarci al mondo dei social, un argomento molto dibattuto tra noi e che dovremo sicuramente affrontare meglio. Cosa più importante la crescita, personale e collettiva. Influenzandoci positivamente a vicenda esploreremo orizzonti nuovi e porteremo la nostra Arte ad un livello successivo.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani 

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