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Taglio al cuneo: eppur(qualcosa ) si muove?!

Taglio al cuneo: eppur(qualcosa ) si muove?!

Il dramma del cuneo fiscale continua a tenere in scacco parte dell'opinione pubblica. Negli ultimi tempi è stato varato un interessante piano per 300m

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Il dramma del cuneo fiscale continua a tenere in scacco parte dell’opinione pubblica. Negli ultimi tempi è stato varato un interessante piano per 300mila giovani.

Il tema dell’occupazione giovanile è spesso al centro dell’agenda politica. Con lei, anche il problema del cuneo fiscale. Spesso però le parole, elargite dagli addetti ai lavori, difficilmente si traducono in misure concrete .
Gli ultimi dati di Aprile 2017 testimoniano una disoccupazione giovanile, mai così in basso da agosto 2012.

Esaminando i dati più attentamente però c’è poco da festeggiare: si registra, infatti, un incremento di 38mila unità tra gli inattivi.
La notizia di queste ore è che il governo è al lavoro per introdurre un nuovo sgravio triennale, per favorire l’assunzione stabile di 300mila under35 ogni anno.

A rilanciare l’operazione ” costo del lavoro ” per spingere l’occupazione è stato, mercoledì scorso, lo stesso premier Paolo Gentiloni. Intervenendo al congresso nazionale della CISL, ha garantito infatti, un maggiore attenzione al tema.

Il dossier è nelle mani di Marco Leonardi, a capo del ministero di via XX Settembre.
Vediamo gli aspetti salienti .

  • Il nuovo incentivo scatterebbe nel 2018, e nelle parole del ministro dovrebbe essere più selettivo del precedente. Per accedervi non bisognerà, infatti, aver avuto rapporti a tempo indeterminato nei mesi passati, e cosa importante , la misura punta a premiare le aziende che non licenziano.
  • Le modalità di fruizione dello sgravio rimarrebbero telematiche e piuttosto agevoli.
  • Si vuole replicare il meccanismo messo a punto per il bonus occupazionale di “Garanzia Giovani”, che scadrà a fine anno. L’operazione non è semplice perché il governo non vorrebbe scoraggiare l’utilizzo del contratto di apprendistato, per il quale è prevista una contribuzione ridotta al 10% per tre anni, quattro in caso di stabilizzazione.
  • Quanto al contratto a tempo indeterminato, all’inizio i contributi sono al 30-33% ma, dall’anno prossimo si vorrebbe renderlo più conveniente, facendoli scendere al 15% per i primi tre anni di assunzione stabile.

Resta l’incognita delle risorse da voler utilizzare per il piano: tutto dipenderà dalla volontà politica.

Per chiudere definitivamente il “dossier” bisognerà attendere settembre.
Staremo a vedere.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

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