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NEET Equity, il progetto di Unicef Italia per ripartire dai giovani

NEET Equity, il progetto di Unicef Italia per ripartire dai giovani

Unicef Italia propone un progetto dedicato ai NEET per la ripartenza dopo l'emergenza e costruire capacità e politiche attive per il territorio. Il n

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Unicef Italia propone un progetto dedicato ai NEET per la ripartenza dopo l’emergenza e costruire capacità e politiche attive per il territorio.

Il nostro paese ha il più alto tasso di NEET nell’Unione Europea. Un esercito di 2 milioni di giovani tra i 15 e i 22 anni che non studiano, non lavorano, né sono impegnati in qualche percorso di formazione.

Unicef Italia ha deciso di puntare su di loro per la ripartenza dopo l’emergenza. Perché crede fortemente nella possibilità di costruire politiche attive e inclusive, nei territori dove il disagio sociale è maggiore, facendo leva sulla voglia di riscatto e di miglioramento, che ciascuno di questi ragazzi cova nel profondo.

L’agenzia ONU propone il progetto NEET Equity. 300 under23 nelle zone di Napoli, Taranto e Carbonia prenderanno parte ai LUP. Laboratori Urbani Partecipati, che avranno come filo conduttore il tema “idee per la ripartenza“.

Le tre province non sono state selezionate a caso. Si tratta, infatti, di alcune delle aree dello stivale in cui la dispersione scolastica e la disoccupazione giovanile sono più alte in assoluto. Da Nord a Sud il 22,2% degli under30 rientra in questa categoria. E il dato nel Mezzogiorno è più del doppio rispetto al Settentrione, stando agli ultimi rilevamenti Istat. In queste zone l’emergenza Coronavirus sta mietendo, se possibile, ancora più vittime che altrove. Non si parla di morti, però. Ma di persone che hanno perso qualsiasi speranza di inserimento in società. “È nostro dovere – ha dichiarato Carmela Pace, vice presidente di Unicef Italia –  garantirgli opportunità, percorsi di studio e formazione alternativi e di qualità. Ora più che mai, nessuno deve essere lasciato indietro“.

L’impegno preposto è quello di creare per loro spazi di ascolto e partecipazione, dove far emergere i talenti e progettare azioni di volontariato sociale in città. I destinatari di questa iniziativa saranno individuati dal Dipartimento del governo per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale.

Potranno realizzarsi storytelling fotografici, video, podcast o manifesti. Qualunque cosa che possa aumentare il grado di conoscenza e informazione sulla condizione giovanile nei territori. In questo modo saranno loro collettivamente ad essere coinvolti per migliorare se stessi e il luogo in cui vivono. I prodotti finali più originali di questo percorso saranno presentanti in un Forum online che si terrà nel 2021.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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