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Inglese passpartout: ma non basta saperlo, occhio giovany

Inglese passpartout: ma non basta saperlo, occhio giovany

Sapere l’inglese è un prerequisito fondamentale per studiare all’estero e anche per entrare nel mondo del lavoro. Ma conoscerlo non basta più, serve p

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Sapere l’inglese è un prerequisito fondamentale per studiare all’estero e anche per entrare nel mondo del lavoro. Ma conoscerlo non basta più, serve poter dimostrare le proprie competenze.

“Studia l’Inglese perché ti servirà sempre”, quante volte lo abbiamo sentito dire durante il nostro percorso scolastico? Eppure, saperlo, non basta più.
Nella realtà contemporanea, non è più sufficiente autodefinirsi “good speaker” ma si deve poter provare il proprio livello tramite le certificazioni linguistiche. Ma destreggiarsi nel panorama delle certificazioni è ostico; ci sono molti certificati diversi: Trinity, IELTS, Cambridge, TOEFL, Anglia sono solo alcuni esempi. Il problema è che non tutti godono della stessa fama e degli stessi riconoscimenti a livello internazionale.

  • Trinity è forse il primo esame di inglese che si è diffuso in Italia, con gli anni però gli esami sono stati definiti troppo “scolastici” e strutturati in modo che non testassero realmente le capacità del candidato, ad oggi non è raramente accettato e non è mai fondamentale.
  • Poi ci sono Cambirdge e IELTS, molto simili burocraticamente ed egualmente accettati a livello internazionale, ma con alcune differenze strutturali.
  • Cambridge prevede che tu sappia per quale livello vai a sostenere l’esame e ci si prenota per un livello specifico, il proprio punteggio può poi rientrare in tre fasce di voto.
  • IELTS invece propone due moduli, uno accademico (“Academic Ielts”) pensato per universitari e studenti e uno più concentrato sull’inglese quotidiano (“General Ielts”) e particolarmente richiesto per i lavoratori o per ottenere un visto, si ottiene il proprio livello sulla base di un punteggio da 1 a 9.
  • C’è infine il TOEFL, per quanto diffuso negli USA – ma anche in Canada, Australia e Nuova Zelanda – non è accettato nella maggior parte delle università Europee ed è dunque meno versatile.

Le altre certificazioni, per quanto diffuse, non sono accettate in egual modo e dunque sono sconsigliate dai più.

Ma quindi, come si fa scegliere?

  • È importante capire quali sono i propri punti forti: gli esami Cambridge richiedono ottime competenze grammaticali ma sono meno esigenti nella produzione scritta e orale, al contrario di IELTS dove queste sono notoriamente le sezioni più complesse.
  • È necessario sapere quando e per cosa ci servirà l’esame: Cambridge non ha una scadenza, l’IELTS ha una durata di due anni. Nonostante ciò, i concorsi pubblici come l’Erasmus chiedono certificati fatti negli ultimi due anni, mentre gli uffici HR (spesso) non si curano delle scadenze burocratiche.
  • E può tornare utile sapere dove vogliamo espatriare.

Quelle citate, sono solo alcune delle differenze più rilevanti tra i vari esami e che andrebbero tenute in considerazione quando si sceglie come certificare il proprio livello linguistico.
Quello che è certo, è che ormai “sapere l’inglese” non è più una condizione sufficiente a sé stessa.

#FacceCaso

Di Martina Borrello

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