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Erasmus, l’Eire decide di “salvare” gli studenti dell’Irlanda del Nord

Erasmus, l’Eire decide di “salvare” gli studenti dell’Irlanda del Nord

La Brexit comporterà la fine del programma Erasmus nel Regno Unito. Ma gli studenti dell'Irlanda del Nord avranno un'ancora di salvezza. Con l'addio

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La Brexit comporterà la fine del programma Erasmus nel Regno Unito. Ma gli studenti dell’Irlanda del Nord avranno un’ancora di salvezza.

Con l’addio definitivo all’Unione Europea, da quest’anno la Gran Bretagna uscirà anche dal programma Erasmus. Per andare a studiare nelle università di Sua Maestà servirà un visto e bisognerà pagare di tasca propria la retta. Lo stesso varrà per gli universitari britannici che vorranno andare a studiare sul continente.

O almeno sarà così per scozzesi, gallesi e inglesi. I nord irlandesi, invece, avranno un’ancora di salvezza. A lanciargliela è la Repubblica d’Irlanda, che invece dall’Europa non ha alcuna intenzione di andare via. Anzi, ha trovato nella decisione dei vicini isolani, un ulteriore spunto per incrementare i legami con l’Ulster (chissà, magari in vista di una futura riunificazione?)

Il Ministro dell’Istruzione irlandese, Simon Harris, ha dichiarato che l’intenzione del governo dell’Eire è determinato a continuare a trovare modi per collaborare con il nord, anche nel campo dell’istruzione, soprattutto dopo la Brexit.

In sostanza, gli studenti della più piccola delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito potranno continuare gli scambi culturali universitari nel resto del vecchio continente, perché i costi extra che dovrebbero sostenere saranno coperti da Dublino. Si tratta di circa 2,1 milioni di euro l’anno. Una spesa giudicata dallo stesso ministro “relativamente bassa e che, in ogni caso, non rappresenta un costo, bensì un investimento“.

I dati demografici dicono che la percentuale della popolazione tra i 20 e i 29 anni, quindi potenzialmente in “età da Erasmus“, è di circa il 13%. Ma, ovviamente, non tutti frequentano l’università. E non tutti quelli che la frequentano partono per fare qualche mese di studio altrove. Per pochi che siano, comunque, possono ritenersi fortunati. Almeno loro potranno continuare a godere di un programma che, a detta della Commissione Europea, ha rappresentato una vera svolta di vita per oltre 5 milioni di studenti di tutti i paesi dell’Unione. E che ha permesso anche alle stesse università di innovarsi.

Per gli altri sudditi di Elisabetta II, il primo ministro Johnson ha promesso il lancio di un nuovo programma che rimpiazzerà l’Erasmus e sarà intitolato ad Alan Turing.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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