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Lezioni pomeridiane? Chi lo sa. Intanto i giovany sognano in finlandese…

Lezioni pomeridiane? Chi lo sa. Intanto i giovany sognano in finlandese…

C'è chi le ha proposte e c'è chi le odia già: insomma, le lezioni pomeridiane a scuola fanno discutere. E i giovany? Replicano con il modello finlande

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C’è chi le ha proposte e c’è chi le odia già: insomma, le lezioni pomeridiane a scuola fanno discutere. E i giovany? Replicano con il modello finlandese.

E allora parliamone: perché queste lezioni pomeridiane scolastiche stanno saltando di bocca in bocca, spaccando l’opinione di tutti. O bianco o nero, nessuna parvenza di presa di posizione grigiastra.

Siamo difronte a un derby didattico tra genitori ultras perfettamente schierati: pomeriggio sì VS pomeriggio no.

Lezioni pomeridiane sì. Perché…

…il doposcuola è sempre esistito. Alcuni istituti scolastici italiani non hanno mai smesso di attuarlo, non si va oltre le 16.30 e, per i sostenitori, il tempo per le attività extrascolastiche non viene intaccato.

E se si dovessero sostituire a quelle mattutine? Tre studenti su quattro dicono: “si dorme con maggiore tranquillità e poi non ho l’ansia di arrivare in ritardo”. Inoltre, gli esperti dichiarano che si registra un migliore stato di apprendimento perché gli studenti sono più riposati, quindi più disposti.

Lezioni pomeridiane no. Perché…

…molti docenti operano su più sedi. Inoltre, si alzerebbe l’asticella delle difficoltà organizzative: le famiglie pendolari ritarderebbero il rientro a casa e gli studenti diversamente abili, assieme agli insegnanti di sostegno, dovrebbero rispettare gli impegni gli impegni di assistenza pomeridiana stilati dalla Asl di appartenenza.

Le attività extracurriculare non morirebbero, ma si limiterebbero notevolmente. Siete atleti di livello agonistico? Le lezioni pomeridiane non fanno per voi.

E i giovany intanto pensano…

…al modello di scuola finlandese, anzi lo sognano! Lo ha rivelato un’indagine di quest’anno organizzata da Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard su un campione di 2200 liceali: i ragazzi sperano in una diminuzione da cinque anni a quattro, un piano di studi di base in comune, ma personalizzabile.

Il modello prevede anche aule apposite e criteri di valutazione conseguentemente settoriali e mirati per le singole materie, con i rispettivi recuperi per eventuali bocciature.

Ora come ora?  Si spera solo di ritornare a scuola…

#FacceCaso

Di Eleonora Santini

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