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Dispersione scolastica: chi sono i maestri di strada?!

Dispersione scolastica: chi sono i maestri di strada?!

L'associazione Maestri di strada Onlus combatte la dispersione scolastica cercando di stare accanto ai ragazzi che fuggono dalle regole. La dispersio

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L’associazione Maestri di strada Onlus combatte la dispersione scolastica cercando di stare accanto ai ragazzi che fuggono dalle regole.

La dispersione scolastica è una delle cause principali di quella che oggi viene chiamata “povertà scolastica”.

La povertà scolastica non è, come può farci pensare erroneamente il termine, uno stato legato alla condizione economica, ma è una condizione più generale, in cui si può trovare anche il figlio di una famiglia agiata.

Parliamo di mancanza di attenzione da parte della famiglia, da parte a volte della scuola, da parte di un mondo adulto che per antonomasia non comprende le esigenze dell’adolescente, che spesso si chiude in se stesso o si lascia trasportare in situazioni poco consone per la sua età.

L’associazione Maestri di Strada Onlus si occupa di casi come questi, si occupa di essere accanto ai giovani che si trovano in condizioni difficili e cerca di creare attorno a loro un mondo che possa proteggerli, comprenderli.

Una rete di salvataggio, che vada oltre la famiglia e la scuola, che spesso i ragazzi percepiscono come nemiche.

L’associazione opera a Napoli e ne fanno parte educatori, insegnanti, psicologi, ma anche genitori e cittadini comuni che hanno il desiderio di cambiare le cose e di rendere i giovani di oggi degli adulti responsabili e realizzati.

Lo scopo dell’associazione dunque è quello di creare un paracadute sociale per i ragazzi che vogliono abbandonare la scuola o si sentono respinti dalla società, perché credono che solo tramite la collaborazione della società tutta, si possano salvare i ragazzi in difficoltà.

Offrono accoglienza, partecipazione e comprensione collaborando con alcune scuole, sia con i ragazzi nelle classi che con i docenti fuori. Solo insieme si possono cambiare le cose.

#FacceCaso.

Di Sara Fiori

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