Tempo di lettura: 3 Minuti

Smartphone in classe: la rivoluzione nella prossima legge

Smartphone in classe: la rivoluzione nella prossima legge

Fra 45 giorni gli smartphone potrebbero essere integrati nella didattica italiana. Il ministro Fedeli ha chiesto una seria regolamentazione, che prest


Scuola di pomeriggio: gli studenti toscani partono da settembre
Zucche vietate e zombie virtuali, è già Halloween col TG USA 2.0
All’Università di Catania da tutto il mondo per studiare il “Family Business”

Fra 45 giorni gli smartphone potrebbero essere integrati nella didattica italiana. Il ministro Fedeli ha chiesto una seria regolamentazione, che presto vedremo come sarà attuata.

Quando si parla di liberalizzazione o legalizzazione si pensa subito alla cannabis, alla prostituzione e al libero svolgimento delle attività a queste legate. Stavolta parleremo di smartphone. Mentre le sopracitate sono sono solo popolari slogan alla “Legalize it!”, ma vere e proprie filosofie economiche liberali, secondo cui un fenomeno sdoganato e di fatto già permesso non si può frenare con il proibizionismo, ma solo regolamentare e integrare nella legalità.

Con queste idee il ministro Fedeli ha commissionato a degli esperti del Ministero dell’Istruzione la scrittura di linee guida e regole perché gli ormai diffusissimi ed inarrestabili smartphone usati in classe siano finalmente sfruttati a vantaggio della didattica, che è la prima a dover essere tutelata dai provvedimenti del MIUR. Così la squadra di lavoro avrà 45 giorni per abbandonare la circolare Fioroni del 2007, precedente agli smartphones e quindi anacronistica, che vieta ancora oggi l’utilizzo di qualsiasi cellulare in aula o a scuola.

#FacceCaso.

Di Alessandro Luna

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0