Tempo di lettura: 3 Minuti

Università: fermiamo la guerra ai fuoricorso

Università: fermiamo la guerra ai fuoricorso

Uno studente può andare fuoricorso per una serie infinita di motivi. Non c’è alcun motivo per “dare addosso” agli studenti che impiegano più tempo per

Come si scelgono i libri ai tempi del web
City Risks, l’app antifurto
Pierpaolo Lombardo vince il premio per la miglior tesi di dottorato in Elettronica

Uno studente può andare fuoricorso per una serie infinita di motivi. Non c’è alcun motivo per “dare addosso” agli studenti che impiegano più tempo per completare il proprio percorso di studi. #FacceCaso.

Oggi parliamo di un argomento scottante: la guerra ai fuoricorso. Perché ce l’hanno tutti con gli studenti che impiegano più tempo del dovuto a conseguire la laurea?

Secondo i criteri di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) gli atenei ricevono i soldi anche in base al numero di iscritti in corso.

I fuoricorso, per definizione, non portano finanziamenti aggiuntivi, ma pesano in misura minore degli altri studenti sui bilanci universitari.

L’importo totale delle tasse universitarie per ciascun ateneo, non può eccedere il 20% di quanto ricevuto dallo stato. Nel 2012 il governo Monti è intervenuto con una norma che ha tolto definitivamente il tetto del 20% per le tasse dei fuoricorso. Il risultato? Tasse alle stelle e zero aumento dei servizi.

Parliamoci chiaro.. uno studente può andare fuoricorso per una serie infinita di motivi. Che si tratti di problemi di salute, problemi familiari, problemi economici, non c’è alcun motivo per “dare addosso” agli studenti che impiegano più tempo per completare il proprio percorso di studi.

Per risolvere il problema degli studenti in difficoltà basterebbe incrementare le borse di studio e introdurre dei tutoraggi piuttosto che aumentare a dismisura le tasse. Nel Nord Europa, gli atenei non perdono tempo a chiedere il 20% di contributo agli studenti, piuttosto si prodigano per fornire un sostegno finanziario.

Da noi, che siamo agli ultimi posti tra le nazioni Ocse per numero di laureati, toccherebbe proteggere l’investimento già in corso cercando di aiutare gli studenti ai quali manca ancora qualcosa per raggiungere la laurea, non chiedere ancora più soldi a chi è già in difficoltà.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

COMMENTS

WORDPRESS: 0
DISQUS: 0