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Niente numero chiuso nelle facoltà umanistiche: il Tar boccia la proposta della Statale di Milano

Niente numero chiuso nelle facoltà umanistiche: il Tar boccia la proposta della Statale di Milano

Per effetto dell’introduzione del numero chiuso, più di mille studenti sarebbero rimasti fuori. Il corso con più esuberi sarebbe stato Lingue. #FacceC

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Per effetto dell’introduzione del numero chiuso, più di mille studenti sarebbero rimasti fuori. Il corso con più esuberi sarebbe stato Lingue. #FacceCaso.

I test d’ingresso per i corsi di laurea in Lettere, Filosofia, Beni Culturali, Geografia e Storia alla Statale di Milano non ci saranno.

A deciderlo è stato il Tar del Lazio con un’ordinanza pubblica che ha accolto il ricorso portato avanti dall’associazione studentesca Udu. L’ateneo sarebbe stato l’unico in tutta Italia a prevedere un tetto per gli studenti.

Esultano gli studenti che nei mesi successivi avevano manifestato il loro dissenso con segni di protesta. “Avevamo denunciato come la sordità dimostrata da chi doveva rappresentare tutta la comunità accademica aveva segnato un pericoloso precedente, oltre che un danno per il diritto allo studio di migliaia di studenti che volevano scegliere liberamente il corso del loro futuro”.

“Ora che il Tar del Lazio ci ha dato ragione, possiamo dirci estremamente soddisfatti per una vittoria storica che ha riflessi nell’immediato sul futuro di tutti coloro che avrebbero dovuto sostenere il test nei prossimi giorni e sulle decisioni presenti e future prese da quegli atenei che hanno introdotto programmazioni dell’accesso illecite”. Ha detto l’avvocato Michele Bonetti.

Per effetto dell’introduzione del numero chiuso, più di mille studenti sarebbero rimasti fuori. Il corso con più esuberi sarebbe stato Lingue, per il quale si erano iscritti 1.066 studenti a fronte di 650 posti. A Scienze dei beni culturali, 860 aspiranti per 500 posti, a Lettere 887 partecipanti ai test per 545 posti.

#FacceCaso.

Di Francesca Romana Veriani

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