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2 ragazze islamiche su 3 non vanno a scuola

2 ragazze islamiche su 3 non vanno a scuola

Sull'onda della polemica sulla disparità culturale fra immigrati ed italiani, i dati raccolti in un'inchiesta di questi giorni sulle ragazze islamiche

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Sull’onda della polemica sulla disparità culturale fra immigrati ed italiani, i dati raccolti in un’inchiesta di questi giorni sulle ragazze islamiche fanno riflettere.

Su questa enorme disparità fa luce Souad Sbai, giornalista ed ex-deputata del Popolo delle Libertà di Berlusconi, di origine marocchina e da tempo impegnata per i diritti delle donne islamiche. Molte ragazze di religione musulmana in Italia intorno ai 12-13 anni smettono di frequentare le lezioni e vengono ritirate da scuola quasi sempre per volere dei genitori.

Dopo il clamoroso caso di Malala Yousafzai, la ragazza pakistana che subì un attentato per aver denunciato il negato diritto di studio alle ragazze nel suo paese, questi dati fanno scalpore: infatti, in una nazione come la nostra, si sente il problema di Malala lontano dal territorio italiano e dai confini del Bel Paese.

E invece l’aumento di studenti di religione musulmana, legato ai nuovi flussi migratori, ha reso il fenomeno dell’astinenza scolastica femminile anche un nostro problema: dai dati del Ministero emerge che il 15% degli stranieri in Italia non frequenta la scuola, tanto che su 224 mila, 55 mila bambini non vanno all’asilo e su 275 mila ragazzi 30 mila non sono iscritti alle elementari.

I Paesi di provenienza, per quanto riguarda le ragazze, che più figurano nella lista sono:

  • Pakistan
  • Egitto
  • Bangladesh
  • Senegal

Tutte nazioni nelle quali la prima religione è quella islamica. Ed è proprio questa la cultura che sembra agire da zavorra al numero di ragazze straniere iscritte alle nostre scuole, secondo una mentalità quasi medievale che ancora oggi in alcune culture relega la donna al ruolo di madre-casalinga, prigioniera delle proprie tradizioni.

Fra i 15 e i 29 anni, 4 ragazze su 10 in Italia non studiano né lavorano, mentre nelle comunità egiziane, marocchine, bangladine e pakistane il numero sale a 7,3 ragazze su 10.

È evidente che il problema esiste ed è serio. Il Ministero o lo Stato dovranno affrontare questo problema perché riguarda donne che sono nostre concittadine, e che hanno diritto allo studio come noi. 

#FacceCaso

di Alessandro Luna

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