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A Biella nasce uno spazio per laboratori hi-tech, aperti a scuole e non

A Biella nasce uno spazio per laboratori hi-tech, aperti a scuole e non

In tutta Italia il governo ha iniziato a finanziare dei “laboratori territoriali per l’occupabilità”, ossia spazi per l’approfondimento delle materie

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A Biella chiude il salone dello studente

In tutta Italia il governo ha iniziato a finanziare dei “laboratori territoriali per l’occupabilità”, ossia spazi per l’approfondimento delle materie tecnologiche. A Biella il posto è stato assegnato, e il progetto potrebbe essere attivo già dal prossimo settembre.

 

In viale Macallè, a Biella, non troviamo più una stazione degli autobus. Due anni fa la sede dell’Atap fu chiusa e gli autobus furono spostati.

L’edificio, da allora rimasto abbandonato, ora potrà vivere di una nuova vita all’insegna del futuro. Grazie alla riforma della Buona Scuola l’edificio ha vinto un concorso per ospitare nuovi laboratori informatici e per corsi di tecnologia.

Come a Biella, altri 60 posti ospiteranno questo tipo di iniziative in tutta Italia. Per la sede di via Macallè il progetto costerà 750 mila euro. L’edificio sarà trasformato in una serie di laboratori, cui potranno partecipare sia classi di liceo che persone qualunque, per partecipare a corsi di vario tipo. Cucina, domotica, tecnologia e coding, ossia il linguaggio informatico imparato in maniera leggera e pratica.

Un’altra gara è stata fatta per assegnare ad una ditta il compito di ristrutturare l’ambiente, e i lavori sono stati affidati ad una ditta biellese proprio ieri. I “laboratori territoriali per l’occupabilità” potrebbero essere inaugurati già a partire dalla prossima primavera. A sedersi in cattedra saranno non solo gli insegnanti dei licei, ma anche esperti chiamati dalle aziende organizzatrici e studenti stessi, per coinvolgere tutti in un percorso che tenterà di aiutare lo sviluppo tecnologico in Italia.

È un pezzo del puzzle, che insieme alla mobilitazione nazionale per la modernizzazione delle competenze cercherà di farci diventare un paese più pronto alla terza rivoluzione industriale.

Il preside di uno di licei organizzatori spiega che le aule saranno aperte per gli studenti, ma anche per le aziende che avranno un accordo o per chi ha perso il lavoro.

Così spera di poter dare una seconda opportunità più fruttuosa a chi è stato licenziato.

#FacceCaso

Di Alessandro Luna

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