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Insegnanti vs governo: è braccio di ferro per l’aumento di contratto

Insegnanti vs governo: è braccio di ferro per l’aumento di contratto

A pochi giorni dal rinnovo del contratto scuola ancora non sono chiari i termini della manovra. Nonostante le gelide temperature di questo inverno, s

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A pochi giorni dal rinnovo del contratto scuola ancora non sono chiari i termini della manovra.

Nonostante le gelide temperature di questo inverno, sono giorni caldissimi sul fronte aumento stipendi per gli insegnanti. I docenti italiani si aspettano l’adeguamento di contratto promesso dalla Ministra Fedeli, che però rassicura sulla disponibilità dei fondi necessari per accontentare tutti.

Sebbene la Fedeli stessa dribbli i microfoni quando incalzata dalla domanda su quando chiuderanno le trattative, a marzo comunque dovranno giungere nelle casse degli insegnanti i primi 450 euro di arretrati.

I docenti rappresentati dai sindacati chiedono 85 euro di aumento, e nel caso in cui non si dovesse riuscire a recuperarli, vorrebbero che si attingesse dai fondi della Buona Scuola. Nonostante ci sia il concreto rischio che dagli 85 si passi a 73 euro, governo e Miur sono irremovibili su quest’ultima richiesta, in quanto si cancellerebbero (a loro detta) le maggiori novità del progetto ideato da Matteo Renzi.

È importante fare chiarezza su un altro snodo della trattativa: il rinnovo del contratto e gli 85 euro lordi non varrà solo per gli assunti, ma anche per i precari. Come risultato, dunque, altre spese da sobbarcare per il nostro Stato.

Tiene banco anche la questione sul bonus merito, che costituisce uno degli argomenti più importanti di questo braccio di ferro. Etimologicamente parlando, il bonus MERITO è quel premio economico che si da ai professori che si distinguono maggiormente nella loro attività.

I docenti stessi invece vorrebbero che venga spalmato indifferentemente dalle loro prestazioni, anche se così perderebbe il suo originario valore. Dall’altra parte infatti si mantiene la linea dell’unicità di questo particolare premio.

Oramai però è un assedio di insegnanti e sindacati nella metà campo del governo e del Ministero dell’Istruzione, che però sono decisi a non concedere un centimetro alle loro richieste.
Vincerà l’attacco o la difesa?

#FacceCaso.

Di Emanuele Caviglia

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