Scuola, la sentenza del Consiglio di Stato fa le “prime vittime” in Puglia!

Scuola, la sentenza del Consiglio di Stato fa le “prime vittime” in Puglia!

Diplomati magistrali fuori dalle graduatorie, si parte dalla Puglia. L'anno nuovo porta con se i primi malumori e le prime proteste sul fronte scuola

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Diplomati magistrali fuori dalle graduatorie, si parte dalla Puglia.

L’anno nuovo porta con se i primi malumori e le prime proteste sul fronte scuola. Protagonisti i docenti diplomati alle magistrali che sono stati estromessi dalle graduatorie a esaurimento. L’ultima sentenza del Consiglio di Stato allontana gli insegnanti in possesso di diploma magistrale conseguito entro il 2001 dalla possibilità di un posto fisso. Un provvedimento che ha conseguenze devastanti per 50 mila docenti che tornano nuovamente precari.

Per loro, non resta che fare supplenze fino alla pensione, o rimettersi sui banchi a studiare per tentare i concorsi. Ma c’è di più: chi è entrato in graduatoria con riserva, grazie ai provvedimenti cautelari dei tribunali, con tutta probabilità sarà espulso. Con il rischio che perfino quelli che erano già assunti debbano lasciare il posto.

Insomma, un vera e propria beffa dal momento che le altre sentenze erano state definitive e favorevoli. Le “prime vittime” della decisione del Consiglio di Stato sono le maestre della Puglia, che non saranno inserite nelle graduatorie a esaurimento.

“Malgrado le rassicurazioni giunte dal Ministero dell’Istruzione denuncia il sindacato Anief giungono disposizioni negative sui nuovi contratti a tempo determinato da stipulare sino alla fine dell’anno scolastico”.

Inevitabili le proteste, con le insegnanti che hanno dato vita a un sit-in davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale a Bari nella giornata di lunedì per protestare contro la sentenza del Consiglio di Stato. All’indomani della protesta, l’Ufficio scolastico di Lecce ha diffuso una nota indirizzata ai dirigenti scolastici che da il via libera di fatto all’attuazione del provvedimento. Le maestre precarie dell’infanzia saranno convocate per sottoscrivere un contratto di supplenza sino al prossimo 30 giugno.
La contromossa dell’Anief non si è fatta attendere.

“Sicuramente impugneremo in Cassazione la sentenza del Consiglio di Stato e abbiamo già predisposto un ricorso alla Corte di Giustizia europea e una petizione al Parlamento europeo”.

Dal canto suo, il ministro Fedeli cerca di smorzare i toni parlando di un “allarmismo ingiustificato” e ribadisce l’impegno a trovare le soluzioni più adatte. Ma la triste realtà è che il pasticcio è già stato fatto e risolverlo sarà difficile.

#FacceCaso

Di Luca Pennacchia

COMMENTS

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    Ludovica Muntoni 3 mesi

    Vorrei sapere perchè insegnanti precarie che sanno dal 2002 che per lavorare in ruolo occorre la laurea in scienza della formazione non hanno provveudto, in 15 anni di tempo che hanno avuto, ad ottenerla. Capisco che lavorare e studiare possa essere un sacrificio ma se è per garantirsi un futuro….

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