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Scandalo nei College degli Usa: vip pagano per l’ammissione dei figli

Scandalo nei College degli Usa: vip pagano per l’ammissione dei figli

Numerose le star coinvolte nel milionario giro d'affari, con tangenti che sfiorano i sette milioni di dollari. L'ammissione al College passava attrave

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Numerose le star coinvolte nel milionario giro d’affari, con tangenti che sfiorano i sette milioni di dollari. L’ammissione al College passava attraverso i team sportivi.

Pagare per entrare in un Università. Una tra le più prestigiose tra le bellissime strutture statunitensi. La migliore magari, Harvard, Yale, Stanford. Vabbè, normale direte voi. Mica tanto.

Qui non si parla di retta, ma di corruzione.

Lo scandalo delle ammissioni, sotto pagamento di tangente, è esploso il 12 marzo scorso negli Stati Uniti. A finire in manette, per ora, circa 50 persone; tra di loro diversi sono esponenti del “sogno americano”: star di Hollywood, guru della moda e grandi broker di Wall Street.

Tra i più riconoscibili (se volete leggere l’elenco completo ve lo mettiamo qui) vi sono l’attrice Felicity Huffman, di “Desperate Housewives”, Lori Loughlin, che appare nelle “Amiche di mamma”, e suo marito, il signor Mossimo Giannulli, stilista di fama mondiale che ha fondato il brand Mossimo. E tanti altri.

Come funzionava il giro d’affari?

Secondo le ultime stime, sono circa 25 i milioni di dollari che le star avrebbero girato ai prestigiosi College statunitensi. Si andava da un minimo di 600 mila per i più bravini, una piccola spinta diciamo, fino a 6 milioni e mezzo per i figliocci più “scarsetti”.

Versato il contante, il giovane si vedeva improvvisamente catapultato nella squadra di calcio o basket, o di qualsiasi altro sport, dell’università, in qualità di futuro (leggi “fittizio”) campioncino.

Comportamenti questi definiti “pericolosi, egoistici e vergognosi” da un agente dell’FBI di Boston, Joseph Bonavolonta. Perché, mentre di quando in quando era possibile mascherare il tutto sotto una luce di “plausibilità”, il più delle volte accadeva tutto sotto un’altra luce, quella dell’”assurdità”.

Pensate che per la, modica, cifra di un milione e duecentomila dollari, la squadra di calcio di Yale ammise una giovane nel proprio team decantandola come futura star del calcio. Peccato che la ragazza non avesse mai nemmeno sfiorato un pallone in vita sua.

#FacceCaso

Di Giulio Rinaldi

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