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Sardegna e Sicilia recuperano i NEET grazie ai fondi UE

Sardegna e Sicilia recuperano i NEET grazie ai fondi UE

Nelle due isole maggiori italiane verranno finanziati con fondi UE due progetti di recupero scolastico dedicati a ragazzi e minori. Nelle due isole m

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Nelle due isole maggiori italiane verranno finanziati con fondi UE due progetti di recupero scolastico dedicati a ragazzi e minori.

Nelle due isole maggiori italiane la percentuale di abbandono scolastico è drammaticamente elevata. I Neet in Sicilia sono il 41,5% della popolazione giovanile. In Sardegna si arriva al 29,1%. Contro una media nazionale di poco superiore al 20%. Per fare fronte a questo problema sociale entrambe le regioni accedono a fondi dell’Unione Europea per finanziare progetti di recupero scolastico.

Le politiche europee a tutela della coesione sociale sono attive da decenni in questo senso. C’è un’attenzione particolare ai temi dell’occupazione e della formazione giovanile. Di particolare rilevanza è il recupero di chi, finito fuori dal sistema formativo, rischia di non rientravi più.

A Caltagirone, in provincia di Catania, saranno investiti circa 500000 euro per la messa a nuovo di un istituto scolastico finito in abbandono. L’obiettivo è far diventare l’edificio, situato, per altro, nel pieno centro storico, un centro di aggregazione per minori. Cosicché funga da volano per la riqualificazione dell’intera area urbana.

Sempre più spesso, iniziative di questo tipo vengono richieste dalle stesse famiglie e comunità locali. Infatti, lavorare sui giovani e per i giovani, indirettamente, influisce e coinvolge tutta la realtà sociale che li circonda. Si migliorano le condizioni di vita nelle zone dove il degrado ha preso il sopravvento. Si recuperano le strutture abbandonate e si ripristinano condizioni igienico-sanitarie più decorose. Tutti piccoli passaggi che, innanzitutto, riaccendono la speranza per il futuro.

Allo stesso modo, a Cagliari i fondi UE saranno impiegati per finanziare corsi triennali dedicati al reintegro dei ragazzi nel sistema educativo e lavorativo. 2970 ore di attività gestite da agenzie specializzate nel settore della formazione post-scolastica, più 1500 ore di apprendistato e/o alternanza scuola-lavoro. In questo modo si punta a far ottenere ai ragazzi una qualifica professionale che li reinserisca attivamente nella società. Oppure che permetta loro di riprendere e proseguire gli studi.

#FacceCaso

Di Tommaso Fefè

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