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Bruxelles raccontata dagli studenti Erasmus: intervista pt.2

Bruxelles raccontata dagli studenti Erasmus: intervista pt.2

Cinque giovani universitari, di nazionalità, età e abitudini diverse ci parlano della loro esperienza personale a Bruxelles! Ecco la parte 2! Ecco la

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Cinque giovani universitari, di nazionalità, età e abitudini diverse ci parlano della loro esperienza personale a Bruxelles! Ecco la parte 2!

Ecco la seconda parte della nostra chiacchierata con Miriam, Csenge, Minjeong, Mane ed Alessandro riguardo la loro vita a Bruxelles, capitale del Belgio. Vi erano mancati? Se non sapete di cosa stiamo parlando, correte a leggere la prima parte della nostra intervista (LA TROVI QUI!).

Migliore esperienza che hai vissuto durante l’Erasmus?
Mr: Le feste nella nostra residenza e tutti i viaggi.
C: La vita di tutti I giorni qui: c’è sempre qualcuno con cui puoi parlare o passare del tempo insieme. Non ti senti mai solo.
Mj: Una volta abbiamo fatto una cena in cui tutti portavano un piatto tradizionale del proprio Paese da mangiare tutti insieme. è stato bello condividere la propria cultura fra di noi.
Ma: Sono stata a Parigi con la mia coinquilina. Da Bruxelles ci vuole poco ed è stato un vero e proprio sogno.
A: Vivere da solo ed avere la mia autonomia.

Peggiore esperienza che hai vissuto durante l’Erasmus?
Mr: Cucinare. Tutti i giorni. E fare la spesa…
C: La volta in cui hanno provato a rubarmi il telefono ma per fortuna me ne sono accorta in tempo.
Mj: Niente! Sto apprezzando tutto. Ma se proprio dovessi scegliere qualcosa, sarebbero gli esami, ma non mi piacciono neanche in Sud-Corea…
Ma: L’arrivo. Durante la mia vita mi sono trasferita circa tre volte, in tre Paesi diversi quindi all’inizio vedevo il venire qui a Bruxelles come l’ennesimo trasferimento e cambio di vita.
A: Andare all’università con -7°C.

Hai vissuto con tanti altri studenti di età, culture, abitudini diverse, qual’è stato il tuo più grande shock culturale? O la più grande differenza col tuo Paese?
Mr: I pub sono aperti solo il week-end. Da noi in Spagna lo sono già dal martedì…
C: Ho notato le differenze nelle piccole cose come il cucinare le stesse cose ma in maniera diversa. Ma anche come per esempio gli italiani o gli spagnoli che vivono qui sono molto più uniti e hanno una visione più collettivista rispetto a quella individualistica dell’Ungheria, della Germania o dei Paesi nordici.
Mj: Vedere come lavano i piatti i tedeschi…Non li asciugano dopo averli lavati.
Ma: Ho notato come gli italiani e gli spagnoli hanno degli orari ben definiti per i pasti, per noi non è così importante in Armenia.Inoltre io di solito uscivo con le mie amiche verso le 18-19, qui visto che ci sono molti spagnoli usciamo sempre molto più tardi, verso le 23.
A: Vedere come mangiano le persone qui, non sanno cucinare. Ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare…

Un consiglio per i futuri studenti Erasmus?
Mr: Venite a Bruxelles! O comunque fate l’Erasmus. Scegliete bene la posizione del vostro alloggio perché è molto importante. E non fate come me, cercate di conoscere più persone del luogo.
C: Siate molto aperti a nuove conoscenze ed esperienze, anche se non sono cose che fareste di solito. Certo all’inizio vi sentirete un po’ sopraffatti dalla quantità di socializzazione che c’è da fare, ma è normale.
Mj: Siate aperti con la vostra mente, provate tutto.
Ma: Consiglio vivamente di trovare un dormitorio come il nostro invece che un appartamento. Un posto dove gli studenti vivono insieme, dove è più facile fare amicizia e creare relazioni. In un appartamento è più facile sentirsi soli, perché è difficile fare amicizia all’università qui. Per quanto i belgi siano tutti molto gentili, sono molto incentrati sullo studio e non escono spesso.
A: Fate bene la parte burocratica prima di partire, non scordatevi documenti.

Cosa diresti alle persone che pensano che l’Erasmus sia solo feste e alcol?
Mr: Non è assolutamente vero. A molte persone qui neanche piace fare così tante feste. Conoscere nuove persone e culture, aprire gli occhi, è questo l’Erasmus. Capisci come non esista solo il tuo piccolo mondo.
C: Se la pensi così, di sicuro avrai solo quello da questa esperienza. Ma sarebbe una perdita, puoi trarne fuori molto altro, come legami che ti porterai per una vita, uscire dalla propria bolla e sentire veramente cosa sia la libertà.
Mj: Beh se volete vivere così l’Erasmus, vi consiglio Bruxelles. È un ottimo posto per godersela e far festa. Non c’è molta pressione dall’università. Ma non scordatevi le vostre responsabilità da studenti!
MA: Dipende dalla persona. Si l’Erasmus è anche feste e birre, ma mi porterò i ricordi delle serate intime, passate a chiacchierare in cucina piucchealtro.
A: Che non è vero. Perché ci sono tante altre cose che puoi fare.

Insomma, pare che la piccola Bruxelles sia entrata nel cuore di tutti noi. Anche se alla fine non è la città in sé a rendere un posto casa, ma sono le persone. Persone che magari non rincontreremo mai più nella vita, ma che in qualche modo avranno lasciato un segno indelebile nella nostra vita. O meglio, persone che rincontreremo, in giro per il mondo, o che verranno a trovarci.

Viaggiamo giovani, usciamo di casa e apriamo gli occhi, perché come diceva Ungaretti, la vera meta è partire.

#FacceCaso

Di Alice Fuschiotto

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