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Bruxelles raccontata dagli studenti Erasmus: intervista pt.1

Bruxelles raccontata dagli studenti Erasmus: intervista pt.1

Cinque giovani universitari, di nazionalità, età e abitudini diverse ci parlano della loro esperienza personale a Bruxelles! Ecco la parte 1! Lo scor

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Cinque giovani universitari, di nazionalità, età e abitudini diverse ci parlano della loro esperienza personale a Bruxelles! Ecco la parte 1!

Lo scorso 15 settembre sono partita per il mio Erasmus nella capitale belga, una città in cui non ero mai stata, e che non avevo neanche mai considerato tra le mie mete preferite.
In soli cinque mesi, la piccola Bruxelles è riuscita a farsi posto nel mio cuore.

Vi chiederete, cosa ha di speciale una città in cui il monumento simbolo è una fontana di un marmocchio che fa la pipì ed il piatto tipico sono le patatine fritte? Una città in cui un giorno piove e l’altro pure e l’odore di burro dei waffle aleggia insistente tra le strade?

Beh, Bruxelles è a passo d’uomo. Tram, autobus, metro che ti portano ovunque tu voglia in quindici minuti – sono sei le linee metro qui, contro le due e mezzo di Roma – è perfetta per i giovani, ci sono spazi per studiare gratuiti sparsi per tutta la città, caffè universitari dove puoi passare lo ore con il tuo computer, sorseggiando una tazza di cioccolata calda mentre fuori piove ed imbrunisce. Si respira un clima internazionale, qui vivono persone che provengono da tutto il mondo, tutti sanno l’inglese ma se vuoi esercitarti col francese, saranno disponibili a far finta di capirti e a ripetere le cose due volte. E si, la birra qui effettivamente costa molto poco e la vita notturna è molto varia, tra pub, club, discoteche e concerti.
Ed è arrivato il momento di tirare le somme di questa esperienza, ma non lo farò da sola. Ho intervistato cinque studenti Erasmus, provenienti da vari Paesi e che vivono nella mio stesso dormitorio: una palazzina di quattro piani, in cui abitiamo in circa cento tra ragazzi e ragazze.

Nome, età e nazionalità
Miriam: Miriam,22 anni, cinese ma vivo in Spagna da quasi dieci anni.
Csenge: Csenge, 24, sono di Budapest, Ungheria.
Minjeong: Minjeong, 22, sono sud-coreana.
Mane: Mane, 19 anni, sono nata in Armenia ma ho vissuto in Bielorussia ed ora studio in Lituania.
Alessandro: Alessandro, 20 anni, sono di Roma.

Perchè hai scelto Bruxelles? Cosa sapevi di questa città?
Mr: Perchè tutti dicono che Bruxelles è il centro d’Europa, non solo geograficamente ovviamente, e volevo capire cosa volesse dire.
CS: L’ho scelta perché sono un’atleta di taekwondo, e qui potevo continuare a farlo. Avevo conosciuto la squadra di Bruxelles durante dei camp internazionali, gli ho chiesto se potevo allenarmi con loro e mi hanno accolta a braccia aperte. Inoltre è il cuore dell’Europa e ho pensato che così avrei potuto allargare la mia conoscenza su altri Paesi e culture.
Mj: Ad essere sinceri, non avevo molte altre scelte. L’ho scelta perché c’era stata una mia amica, non ne sapevo assolutamente nulla.
MA: Prima di venire qui sapevo molto poco di questa città in realtà. Ho pensato che tra le opzioni che avevo a disposizione fosse la migliore, e non c’ero mai stata. In più qui si parla il francese e volevo esercitarmi (anche se poi non l’ho fatto molto visto che parlano tutti inglese).
A: L’ho scelta per l’università. Le altre opzioni erano in Spagna ma volevo concentrarmi anche sullo studio. In più Bruxelles è molto centrale ed è facile spostarsi -poi io non l’ho fatto ma l’intenzione prima di partire c’era.

Quali erano le tue aspettative per l’Erasmus?
Mr: Oltre a fare molte amicizie, esercitarmi con l’inglese e scoprire qualcosa sul Belgio.
C: Che sarebbe stato divertente, un’esperienza da fare una volta sola nella vita, che avrei conosciuto un sacco di persone, avrei fatto molte amicizie e avrei avuto una grande crescita personale.
Mj: Incontrare persone da tutto il mondo.
MA: Speravo che sarebbe stato divertente, interessante ed emozionante. Sapevo che avrei incontrato molte persone ma ero anche un po’ preoccupata nel caso non avessi fatto amicizia e perché era la prima volta che avrei vissuto completamente da sola.
A: Immaginavo che mi sarei divertito ma che avrei anche dovuto studiare. Per me è importante questo e per quanto mi piaccia fare le feste sono uno studente piuttosto serio.

Sono state soddisfatte?
Mr: Dipende. Per quanto riguarda gli amici si, ma non ho stretto con nessun belga. Pensavo fossero più amichevoli. In aggiunta, il Belgio è molto meno ordinato, pulito e sicuro di quello che mi aspettavo.
C: Si e anche più del previsto. La mia prima scelta in realtà era Roma, ma non ero stata accettata all’università. All’inzio ero triste per questo ma ora so che c’era una ragione dietro e non scambierei quest’esperienza per niente al mondo.
Mj: Sono state superate! Non mi aspettavo nulla da questa città ma ora me ne sono innamorata. Non è Bruxelles in sé, ma le persone.
MA: Per la maggior parte si.
A: Pienamente.

La cosa migliore e la cosa peggiore di Bruxelles?
Mr: Cosa migliore: patatine fritte e waffles! La peggiore? Il tempo e la locazione dei super mercati. Ci sono molti mini market ma pochi grandi e ben forniti super mercati.
C: Noi viviamo in un quartiere molto centrale e possiamo andare ovunque a piedi. La cosa peggiore invece è lo sporco, l’odore per le strade e i numerosi senza tetto. Inoltre Bruxelles non è una città particolarmente sicura purtroppo…
Mj: Le persone sono tutte molto gentili e quasi tutti parlano inglese, molto bene quindi è facile vivere qui anche senza sapere il francese; la cosa peggiore invece è il sapore dell’acqua…
MA: Penso che grazie alla nostra posizione centrale abbiamo una visione diversa della città. Mi piace come poi sia così internazionale e vicina a tanti Paesi europei, è molto facile viaggiare. La parte peggiore invece sono i tanti migranti e senza tetto, lo sporco ed il fatto che in alcune zone è pericolosa.
A: La cosa migliore è di sicuro l’università. Rispetto a quell’italiana qui sono molto più organizzati, aiutano molto di più gli studenti, attraverso servizi forniti direttamente dall’università, i professori caricano tutto il materiale possibile sulle piattaforme e hanno un atteggiamento molto più accogliente e disponibile. E il Roma-club dove vado a vedere le partite le domeniche!
La cosa peggiore è decisamente il clima, piove troppo…

Concordo con Alessandro, mi si sono rotti decisamente troppi ombrelli a causa del vento e della pioggia…
Ma l’intervista non finisce qui, abbiamo parlato di molto altro: delle migliori e delle peggiori esperienze dell’Erasmus, di come è stato vivere assieme a così tante persone di culture ed abitudini diverse e soprattutto, gli intervistati hanno dato un prezioso consiglio ai futuri studenti Erasmus.
Curiosi? Uscirà presto la seconda parte!

#FacceCaso

Di Alice Fuschiotto

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