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Chirurgia non è una scelta da giovani

Chirurgia non è una scelta da giovani

I dati sono allarmanti: i giovani sempre più lontani dalla chirurgia. Tra le cause c’è l’insoddisfazione nei confronti dei percorsi formativi post lau

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I dati sono allarmanti: i giovani sempre più lontani dalla chirurgia. Tra le cause c’è l’insoddisfazione nei confronti dei percorsi formativi post laurea.

L’Acoi, l’associazione chirurghi ospedalieri italiani, in occasione del suo 38esimo Congresso Nazionale, ha somministrato un sondaggio ai propri iscritti in materia di chirurgia.

I dati (negativi)

    • Chi ora studia nelle scuole di specializzazione non consiglia lo stesso percorso di studi. Per molti chirurgia è stata una seconda scelta.
    • In più dell’85% dei casi, uno studente chirurgo appena specializzato non si sente in grado di affrontare un intervento senza essere supervisionato.
    • Oltre il 90% degli specializzandi afferma la necessità di coinvolgere gli ospedali nelle scuole di specializzazione.

Secondo quanto riportato da Tiscali, Pierluigi Marini, presidente dell’Acoi ha affermato:“il dato inquietante che è un allarme reale che io avevo preannunciato circa 4 anni fa, ma ahimè non sono stato molto tenuto in considerazione, è che i giovani non scelgono più di fare il chirurgo.[…] Quest’anno su 17000 neo laureati solo in 90 hanno fatto come prima scelta la chirurgia e questo vuol dire che la chirurgia sta morendo. I meno giovani vogliono uscire dal sistema e non vanno sereni in sala operatoria. Quindi presto avremo grandi difficoltà anche in regioni importanti, dovremmo importare i chirurghi dall’estero..
Pierluigi Marini individua come prima causa l’insoddisfazione nei confronti dei percorsi formativi post laurea e nei confronti delle scuole di specializzazione, che dovrebbero formare i ragazzi per entrare nel mondo del lavoro.

La soluzione…

La soluzione, proposta da Marini, è quella di agevolare l’ingresso nel mondo del lavoro per i giovani e non sottovalutare il problema della fuga dei cervelli.
Sempre secondo quanto riportato da Tiscali, Marini ha affermato in merito che “[…]Quei pochi eroi che scelgono di fare il chirurgo, rischiamo di perderli perché poi vanno a fare all’estero la specializzazione dopo averci investito più di 200.000 euro di soldi pubblici. Queste sono allert di cui le istituzioni non possono più fare a meno.”.

Come anche affermato da Marini, l’Italia si piazza tra i primi tre sistemi sanitari al mondo, secondo le stime dell’OMS, ma probabilmente ciò avviene perché non emergono le reali problematiche: tra queste, il fatto che la chirurgia è divenuta una specialità non più rappresentata.

#FacceCaso

Di Claudia Marano

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