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UniversiRainbow: studenti per i diritti

UniversiRainbow: studenti per i diritti

Gli universitari padovani partecipano al Treviso Pride e onorano le vittime di Orlando. Piccoli passi per raggiungere l'uguaglianza di chi ancora è di

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Gli universitari padovani partecipano al Treviso Pride e onorano le vittime di Orlando. Piccoli passi per raggiungere l’uguaglianza di chi ancora è discriminato.

Il tema dell’omofobia, che tanto fa parlare, è stato al centro di moltissimi scandali proprio nel periodo dell’organizzazione dei cortei per la difesa dei diritti della comunità LGBT. In tutte le città del mondo, infatti, questi mesi sono segnati dalle manifestazioni colorate e pacifiche che vedono chiunque voglia partecipare sotto il segno dell’uguaglianza e della tolleranza.

In modo particolare, negli ultimi anni il numero di studenti che difende i diritti degli omosessuali, bisessuali e transessuali è cresciuto in maniera esorbitante, segno di una crescita mentale non indifferente.

Le associazioni studentesche si mobilitano spesso per prendere parte ai cortei cittadini e alle manifestazioni in generale su questi temi

e si prodigano a gran voce per il raggiungimento di un risultato tangibile per tutti. A pochi giorni dalla strage di Orlando, che ha visto la morte di 50 persone in un locale per l’odio di un ragazzo, sono state tante le reazioni di sdegno dei giovani (e meno giovani) di tutto il mondo.

Gli studenti universitari di Padova, per esempio, di loro iniziativa hanno acceso delle candele in Piazza dei Signori per ricordare le vittime di Orlando e per sottolineare la crudeltà insensata di quel gesto. Inoltre, la Rete degli Studenti Medi e l’Unione degli Universitari padovani si è unita in una delegazione per partecipare al Treviso Pride 2016, svoltosi lo scorso 18 giugno. In questi gesti, non c’è differenza di sesso, orientamento sessuale, religione, razza, pensiero politico. In questi gesti, che sono pieni di speranza per un mondo di migliore, c’è l’intelligenza di una generazione che cambia e che comprende che i problemi reali non riguardano le differenze tra le persone.

Purtroppo, non si può pensare di riuscire a modificare la mente chiusa e bigotta di chi non riesce a vedere al di là del proprio naso e non si può neanche immaginare di poter capire la posizione di chi ha tutto e nega il giusto agli altri. Gli studenti universitari, ragazzi dai 18 ai 25 anni in media, sono persone con pensieri e sentimenti, idee e sogni che coltivano il desiderio di vivere in un mondo coerente con l’etichetta ‘libero‘.

È difficile combattere le battaglie quando non riguardano proprio te, eppure sono questi i gesti che fanno capire che è possibile migliorare. Non serve essere discriminati per battere i pugni sul tavolo. L’uguaglianza fa bene a tutti e alcuni di quei ragazzi che spesso vengono chiamati ‘idioti‘ l’hanno capito.

Di Giulia Pezzullo

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