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A pranzo con i Nas

Mense chiuse o sequestrate, titolari denunciati: il bilancio dei Nas per la ristorazione scolastica è tragico. Il cibo dei ragazzi è contaminato. Il M

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Mense chiuse o sequestrate, titolari denunciati: il bilancio dei Nas per la ristorazione scolastica è tragico. Il cibo dei ragazzi è contaminato.

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in collaborazione con i Nas, ha istituito un periodo di controlli a campione nelle mense delle scuole italiane per fare una stima della situazione generale dello stato dei refettori nazionali. Ebbene, durante l’anno scolastico 2015/2016 sono stati effettuati 2678 controlli da Nord a Sud, in modo del tutto casuale; le situazioni non conformi alla legge italiana sono risultate ben 670, un numero esorbitante se si considera che le mense scolastiche danno da mangiare a milioni di bambini e ragazzi ogni giorno in tutto lo Stivale.

Le violazioni penali che sono state riscontrare riguardano la frode per forniture pubbliche in 58 casi, il commercio di alimenti nocivi per la salute in 23 casi, la cattiva conservazione del cibo in 10 casi e l’inadempienza in pubbliche forniture in 15 casi. Questo ha portato alla chiusura di 37 mense e alla segnalazione di 588 persone alle autorità giudiziarie e amministrative per denunce o ulteriori controlli. Inoltre, in 695 mense è stato riscontrato un livello di igiene decisamente carente, sia per quanto riguarda la gestione degli alimenti sia per quanto riguarda le condizioni degli ambienti di cucina e refettorio. Questo scherzetto, tra chiusure, denunce e sequestri, costerà allo Stato 13 milioni di euro e la preoccupazione di tantissimi genitori per la salute dei propri figli.

Infatti, come afferma anche Coldiretti, la questione dell’alimentazione è un pensiero fisso per un italiano su cinque; non stupisce dunque che i racconti dei ragazzi che frequentano le mense destino qualche preoccupazione: yogurt acidi, pane duro e ammuffito, frittate con i bordi verdi e pasta al sapore di colla. Infatti, molti titolari di mense scolastiche avevano escogitato dei metodi per pagare poco e offrire, di fatto, un servizio scadente: l’arrivo delle forniture era previsto quando gli alimenti stavano per scadere; questi venivano poi congelati e riconfezionati con la data di scadenza cambiata e, in seguito, cucinati e spacciati come freschi. A volte, i cibi denominati ‘made in Italy’ provenivano da altri Paesi o, peggio, non avevano alcuna indicazione di origine; a questo proposito, i Nas hanno sequestrato 3700 chili di carne acquistata da chissà quale allevamento.

Altri cibi ancora erano contaminati da stafilococchi e listeria, pericolosi per la salute di chiunque. Non solo gli alimenti hanno creato problemi: alcuni articoli per il servizio mensa (come le stoviglie) contenevano il fluororato, un additivo vietato dalla legge italiana. Questa situazione ha dell’indecente, soprattutto perché le mense scolastiche sono state istituite per garantire il pranzo ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie, di età compresa dai 5 ai 18 anni. Non si può dire ‘situazione spiacevole’; questa è proprio una schifezza.

Di Giulia Pezzullo

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