Intervista ad Andrea Giuseppe Tommasi, il ragazzo che ha scritto nel CV che parla “veneto”

Intervista ad Andrea Giuseppe Tommasi, il ragazzo che ha scritto nel CV che parla “veneto”

Ve ricordate la storia di Andrea Giuseppe Tommasi? Ha riscosso talmente tanto successo che ha avuto centinaia di condivisioni compresa quella di Luca

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Ve ricordate la storia di Andrea Giuseppe Tommasi? Ha riscosso talmente tanto successo che ha avuto centinaia di condivisioni compresa quella di Luca Zaia, il Governatore del Veneto! La nostra intervista.

Quindici giorni fa scorrendo la mia bacheca Facebook mi era caduto l’occhio su un articolo che parlava di Andrea Giuseppe Tommasi. Il ragazzo che dopo aver inserito nel CV come lingua madre, insieme all’italiano, anche il Veneto, era stato assunto in un Hotel. Beh, oggi ci siamo parlati al telefono e tra una risata e una battuta ne è uscita questa intervista.

Andrea, spiegami come è nata questa storia che ha assunto rilevanza nazionale?

Allora, un mese e mezzo fa ho sostenuto un colloquio in un albergo qui all’Aia dove studio. È vero che nel mio CV ho messo “Veneto” come lingua madre insieme all’Italiano, mi sembrava una cosa simpatica! Durante il colloquio il direttore dell’hotel, tra le altre cose mi chiese cosa significasse. Alla fine, dopo qualche giorno sono stato assunto.

Che lavoro svolgi nell’hotel?

Faccio il cameriere alla mattina. Nel frattempo frequento l’Università di Leiden nella facoltà di “Studi internazionali”. Ho quasi finito la triennale, mi manca qualche esame e ho finito la tesi.

E come hanno fatto i media a scoprire questo episodio?

Qualche settimana fa, tornato a casa per le vacanze natalizie, ero in biblioteca a Montebelluna, e, parlando con un amico gli ho raccontato questo simpatico episodio. Questo amico scrive per la Tribuna di Treviso e ha pensato che questa potesse essere una notizia divertente. Anche a me è sembrata una cosa simpatica!

E poi cosa è successo?

È successo che il giorno stesso in cui è uscito l’articolo, quando l’ho visto, aveva già 300 condivisioni!

Cosa hai pensato?

Inizialmente, quando è uscito l’articolo ero un po’ deluso perché speravo che venisse pubblicato dopo il mio ritorno in Olanda perché sono una persona riservata. Poi, ho visto che nei giorni successivi la cosa preso una dimensione nazionale, e lì ho cominciato a divertirmi. È stato molto strano, la gente mi riconosceva per strada. Vado a tagliarmi i capelli e la gente mi riconosce, vado in biblioteca e la gente mi riconosce.

Quindi all’inizio non eri molto contento?

All’inizio ero parecchio scocciato, e poi, quando la cosa è diventata più grande di me ho cominciato a divertirmi. Dopo 5/6 giorni, invece, è cominciato a essere pesante: non ci dormivo! Tutti i miei amici erano emozionati, si parlava solo di questo, è stata una cosa speciale per una persona, come me, che non è abituata a finire sui giornali.

Come si è sviluppato il tutto?

Anche il Corriere della Sera ha scritto di me, ma senza intervistarmi, solo rielaborando l’articolo originale e romanzando parecchio tutta la storia. Sull’articolo del Corriere alcune cose non sono vere: come quella secondo la quale durante il colloquio di lavoro avrei parlato del Papa Pio X. Non è vero, semplicemente il mio paese d’origine si chiama “Riese Pio X”.

Chi altro ti ha contattato?

Mi sono arrivati parecchi messaggi, anche da Radio DJ, da Uno Mattina e dalla trasmissione di Maurizio Belpietro “Dalla Vostra Parte”.

Come sono andate queste interviste?

Il collegamento con “Dalla Vostra parte” non è andato molto bene. Mi hanno presentato come un “contadino disperso” dicendo che non parlo né italiano né inglese ma solo il dialetto! Io lì mi sono alterato: ho riposto che so parlare Italiano, Inglese e anche Olandese.  Una cosa che ho voluto specificare è che ci tengo molto che questo episodio non venga letto con una “chiave politica”, a me sembrava solo una cosa simpatica.

Con le altre interviste è andata meglio?

Con Radio Dj è andata bene, sono stati simpatici e mi hanno chiesto di raccontare la storia e di dire un proverbio.

E a Uno Mattina?

L’intervista sarà lunedì 22 gennaio alle 9.40, in teoria.

Quindi, Andrea, tu sei fiero di essere veneto?

Io sono una persona normale che ha fatto una cosa che molti hanno visto come simpatica. Ma ci tengo a distinguere l’ironia dalla politica, non voglio che la mia storia sia resa più seria di quello è, soprattutto in un periodo di campagna elettorale come questo e dopo il Referendum che si è tenuto in Veneto.

Dopo “essere diventato famoso” per qualche giorno, che opinione ti sei fatto dei media?

La prima impressione è che tutto quello che si legge sui giornali debba essere “preso con le pinze”, l’articolo del Corriere della Sera non corrisponde alla realtà. Quindi il mio messaggio è: “stiamo attenti e controlliamo sempre le fonti”.

Altre considerazioni in merito?

Un’altra cosa che ho notato è, che per quanto banale e poco profondo fosse l’articolo su di me, ha toccato temi caldi del momento. Nel senso che la mia storia poteva quasi sembrare un riferimento all’ “indipendentismo veneto” o all’orgoglio regionale, ma non è così.
In secondo luogo, l’articolo toccava il tema del lavoro giovanile e quello della migrazione. Sono tre argomenti che vengono dibattuti in questo momento presso l’opinione pubblica, quindi non è così sorprendente che questa banale notizia abbia raggiunto un tale numero di persone.

Cosa vorresti che emergesse?

Lo ripeto, ma per me è importante: che questa storia non ha nulla di politico, è solo una cosa divertente.

Alla fine sei contento?

Certo che sì.
Una delle cose che mi rende felice è anche l’aver dato un po’ di risonanza al mio paese.  Specifico che in tutto questo non ho guadagnato niente e ho perso tanto tempo.

Grazie mille Andrea per la tua spontaneità e semplicità, alla prossima!

#FacceCaso

Di Chiara Zane

COMMENTS

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    Gianni Carra 4 mesi

    Una bella intervista, chiara (con la c minuscola-aggettivo), semplice ma profonda, con risposte mature. Una intervista dove il mondo giovanile ha mooolto da insegnare a chi con supponenza ricopre il mestiere di giornalista: d’altronde si sa, arroganza e ignoranza vanno a braccetto.
    Questo giornalismo comincia a essere arte, ne ha tutti i presupposti. Grazie!

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